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Categoria: ISTITUZIONI

La Lombardia rafforza la sicurezza sul lavoro: 30 proposte per arrivare a zero vittime

Presentata in Consiglio la Relazione della Commissione d’inchiesta: 9 richieste al Governo e 21 azioni regionali.

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Più ispettori, formazione su misura, innovazione tecnologica e una nuova cultura della prevenzione. Sono i pilastri della Relazione finale della Commissione d’inchiesta su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro presentata oggi al Consiglio regionale della Lombardia. Il documento contiene 30 raccomandazioni: nove rivolte al Governo nazionale e ventuno di competenza regionale. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: ridurre drasticamente infortuni e morti sul lavoro fino ad arrivare a “zero vittime”.

Safety by Design: la sicurezza nasce in fase di progetto

La Relazione propone un cambio di paradigma. Non più interventi solo ex post o adempimenti formali, ma prevenzione integrata fin dall’inizio. Il modello indicato è il “Safety by Design”: inserire la sicurezza già nella progettazione di ambienti, macchinari e processi produttivi. Un approccio che punta a trasformare la tutela dei lavoratori in valore aziendale condiviso e in leva di competitività. La Commissione, presieduta da Samuele Astuti, ha lavorato per oltre due anni e mezzo con 41 sedute e più di 40 audizioni tra istituzioni, parti sociali ed esperti.

Formazione continua e non burocratica

Uno dei punti centrali riguarda la formazione. Secondo la Commissione, i corsi obbligatori devono superare un’impostazione troppo generica e burocratica per diventare: continui e aggiornati nel tempo, interattivi e legati alle mansioni reali, verificabili nella qualità. Particolare attenzione è rivolta ai lavoratori stranieri, che rappresentano una quota significativa degli infortuni gravi. La Relazione propone mediazione linguistica e percorsi formativi comprensibili a tutti.

I numeri: infortuni stabili, costruzioni in aumento

I dati analizzati mostrano che in Lombardia si registrano circa 11 infortuni ogni 1.000 addetti, con una lieve flessione tra 2023 e 2024. Nel 2024 si è osservato un leggero aumento dei decessi rispetto all’anno precedente, con maggiore concentrazione nell’area dell’ATS di Brescia, seguita dalla Città Metropolitana di Milano e dalla Brianza. I settori più esposti restano costruzioni, agricoltura e manifatturiero. Crescono gli incidenti nell’edilizia, mentre si registra una diminuzione nella metalmeccanica. La fascia d’età più colpita è quella tra i 41 e i 55 anni.

Le 21 azioni regionali: più ispettori, tecnologia e controlli

Tra le proposte di competenza regionale figurano:

  • potenziamento del personale ispettivo e sanitario delle ATS
  • investimenti in strumenti tecnologici (droni, software predittivi, intelligenza artificiale)
  • accreditamento e monitoraggio degli enti formatori
  • sostegno alle micro e piccole imprese
  • tracciabilità digitale delle filiere negli appalti
  • rafforzamento della figura del medico competente

Prevista anche l’introduzione di report semestrali sui dati della sicurezza, affidati a Polis Lombardia, per aggiornare costantemente il quadro regionale.

Le nove richieste al Governo

A livello nazionale la Commissione sollecita: assunzioni straordinarie nei settori ad alto rischio, semplificazione normativa per le PMI, una piattaforma digitale nazionale per la tracciabilità formativa, campagne strutturate sulla cultura della sicurezza, inserimento stabile della materia nei programmi scolastici.

Investimenti già avviati

Il percorso si inserisce nella legge regionale approvata all’unanimità lo scorso gennaio, che prevede 1,2 milioni di euro per il triennio 2025-2027 destinati al potenziamento della formazione. L’assessore regionale all’Istruzione e Lavoro Simona Tironi ha ribadito che i proventi delle sanzioni vengono reinvestiti in prevenzione, sottolineando la necessità di una sinergia costante tra istituzioni e imprese.

“Obiettivo zero vittime”

Per Astuti, il lavoro della Commissione rappresenta un punto di partenza: ora le indicazioni devono tradursi in scelte operative e continuative. Il messaggio è chiaro: la sicurezza sul lavoro resta un’emergenza strutturale. Servono controlli più efficaci, formazione mirata e una cultura diffusa della prevenzione.

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