LA PARTECIPAZIONE CIVICA OGGI
La crisi della partecipazione politica e il risveglio dell’associazionismo Di Laura Bajardelli In Italia, dopo ogni tornata elettorale, sembra che il vero vincitore sia l’astensionismo. È come se le persone trovassero indifferente o inutile esercitare il diritto di voto e partecipare attivamente alla società di cui fanno parte. Forse perché non si sentono parte di […]
La crisi della partecipazione politica e il risveglio dell’associazionismo
In Italia, dopo ogni tornata elettorale, sembra che il vero vincitore sia l’astensionismo. È come se le persone trovassero indifferente o inutile esercitare il diritto di voto e partecipare attivamente alla società di cui fanno parte. Forse perché non si sentono parte di essa. Individualismo ed egoismo sembrano oggi i valori di riferimento, non solo tra i giovani ma anche tra gli adulti che sono forse stanchi e delusi. Tuttavia, ci sono forme di partecipazione che seguono una strada diversa: il mondo dell’associazionismo, che probabilmente non è brillante come in passato ma resiste.
Cosa succede nell’associazionismo sociale?
Le organizzazioni della società civile credono ancora nella democrazia, si appassionano nel parlare di politica, fanno azione diretta e sono un soggetto “critico, ma non rassegnato”, come affermato nel decimo rapporto sull’associazionismo sociale intitolato “La prospettiva civica”, pubblicato a novembre da IREF – Istituto di Ricerche Educative e Formative, ente fondato dalle Acli.
Questo nuovo rapporto, riallacciandosi a un programma di studio sull’associazionismo realizzato a partire dagli anni ‘80, attraverso un’analisi multidisciplinare basata su ricerche originali e analisi accurate delle fonti statistiche nazionali e internazionali, ha analizzato le nuove forme di partecipazione civica nate in risposta ai cambiamenti che negli ultimi anni hanno interessato il nostro paese. Lo studio ha considerato molte dimensioni, da quella generazionale a quella geografica, da quella di genere a quella settoriale, dalla partecipazione online rispetto a quella tradizionale in presenza.
Il rapporto mostra le evoluzioni e le costanti del mondo associativo italiano, evidenziando le nuove modalità di coinvolgimento. Una prospettiva per osservare quell’Italia che, pur critica, non si arrende e sceglie di agire, organizzarsi e reagire. Emerge che le persone che si spendono per la collettività sono soddisfatte della propria vita, ma, rispetto al passato, propendono per forme di partecipazione più transitorie e intermittenti, mettendosi a disposizione per uno scopo o una necessità specifica. Sono apprezzate le organizzazioni più spontanee e meno strutturate, spesso di piccole dimensioni e focalizzate su specifiche tematiche. Le radici valoriali sono immutate: gratuità, comunanza, altruismo, mutualismo, oltre al piacere di stare con gli altri, stringere amicizia e cooperare.
La visione di Gaber
Negli anni Settanta, Gaber aveva sintetizzato nella canzone “Libertà” dei temi critici validi ancora oggi, come la preferenza a delegare anche al prezzo di farsi comandare, scambiando questa rinuncia con una scelta di libertà, o il sentirsi superiore alla natura grazie alla scienza, o la preferenza per il pensiero, che consente di vagare nel cosmo, rispetto all’azione, rimanendo fermi e passivi.
Questa canzone andrebbe ascoltata ripetutamente o persino recitata come un mantra, perché troviamo non solo la spietata cruda realtà, ma anche la risposta, che poi è il succo del rapporto IREF sull’associazionismo:
“La libertà non è star sopra un albero, non è neanche un gesto un’invenzione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.”
Nonostante la nostra società sia diventata sempre più chiusa e individualista, è evidente che culture ed esperienze associative continuano a persistere e rinnovarsi, grazie alle loro radici forti e profonde, trovando nuovi modi per rigenerarsi. Le giovani generazioni troveranno nel tempo nuove strade, nuove modalità e nuove motivazioni, ma la dimensione comunitaria e associativa probabilmente resterà una pietra angolare. Con la sua sensibilità, Gaber ha letto una generazione e un mondo; il rapporto IREF offre invece un’analisi dettagliata, condotta con metodo scientifico, per comprendere un fenomeno nella sua evoluzione. Queste due prospettive sono fondamentali per chi ha la possibilità di indirizzare e decidere seguendo il rigoroso principio tracciato da Einaudi nelle sue famose “prediche inutili”: “prima conoscere, poi discutere, poi deliberare”.
Per chi avesse voglia di rileggerla e magari cantarla fino a convincersene e ad agire, qui si può trovare il testo completo: La Libertà – Giorgio Gaber. https://www.giorgiogaber.it/discografia-album/la-liberta-testo