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La strategia lombarda sulla casa punta a diventare un modello nazionale: oltre 1,5 miliardi per edilizia popolare e housing sociale

Dalla riqualificazione delle case popolari all’housing sociale per la classe media: il piano Lombardia punta a diventare modello nazionale.

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Il tema dell’abitare torna al centro del dibattito politico e sociale. Con oltre 1,5 miliardi di euro destinati a riqualificazione, assegnazioni più rapide e nuovi progetti di housing sociale, la Lombardia prova a costruire una strategia strutturata sulle politiche abitative. Un modello che, nelle intenzioni della Regione, potrebbe essere replicato anche a livello nazionale per affrontare una delle emergenze più sentite nelle grandi città italiane.

A illustrarne i contenuti è stato l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, intervenuto a Roma durante il convegno organizzato da Legacoop dedicato al confronto tra il piano europeo per l’edilizia accessibile e le politiche abitative italiane.

Oltre un miliardo e mezzo per riqualificare e rigenerare

Il cuore della strategia regionale è il programma “Missione Lombardia”, che concentra risorse senza precedenti su più fronti. Gli interventi riguardano la riqualificazione del patrimonio di edilizia popolare, il miglioramento delle procedure di assegnazione degli alloggi e progetti di rigenerazione urbana capaci di rilanciare intere aree dei territori lombardi.

Accanto agli interventi strutturali, la Regione ha previsto anche misure di sostegno economico per le famiglie in difficoltà, tra cui contributi per il pagamento delle utenze domestiche. L’obiettivo dichiarato è affrontare il problema casa non solo dal punto di vista edilizio, ma anche sociale, con un monitoraggio costante dei cantieri e una gestione attenta delle risorse pubbliche.

Housing sociale per chi non riesce più a pagare l’affitto

Uno dei pilastri del piano è l’housing sociale rivolto a quella fascia crescente di cittadini che non rientra nei requisiti per l’edilizia popolare ma fatica comunque a sostenere i costi del mercato privato. La Regione ha già approvato un primo stanziamento da 32,5 milioni di euro per sostenere progetti promossi da cooperative, imprese, Comuni e Aler finalizzati alla creazione di alloggi con affitti calmierati.

Questi fondi si aggiungono a un bando avviato nel 2024 che ha messo a disposizione 18,5 milioni di euro, consentendo la realizzazione di circa 450 abitazioni a canone agevolato. Una risposta concreta a una fascia di popolazione sempre più ampia, quella del ceto medio e medio-basso, che spesso resta esclusa dalle tradizionali politiche abitative.

Case accessibili anche per chi garantisce i servizi essenziali

Il piano di housing sociale non si limita alle famiglie. Tra gli interventi previsti c’è anche la realizzazione e la riqualificazione di residenze universitarie, oltre a progetti sviluppati insieme alle Aler per offrire alloggi a prezzi sostenibili a chi lavora nei servizi pubblici. Forze dell’ordine, vigili del fuoco, personale sanitario e operatori della giustizia sono tra i destinatari di queste iniziative. L’idea di fondo è semplice: le città non possono diventare luoghi inaccessibili proprio per chi ne garantisce il funzionamento quotidiano.

Un piano che guarda oltre i confini regionali

La Lombardia punta dunque a ridefinire il concetto stesso di servizio abitativo, ampliandolo oltre l’assistenza alle fasce più fragili e includendo anche chi, pur lavorando, non riesce più a trovare una casa a prezzi sostenibili. Un approccio che, secondo la Regione, potrebbe rappresentare una base concreta per ripensare le politiche abitative italiane, in un momento storico in cui il costo degli affitti cresce più velocemente dei redditi e la domanda di soluzioni accessibili continua ad aumentare.

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