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Le sfide del futuro: occupazione femminile e giovanile, STEM, Ambiente e cambiamento culturale in Italia

Di Laura Bajardelli Superare le disuguaglianze e promuovere l’innovazione per un futuro sostenibile L’Italia si trova a un crocevia di grandi sfide che, se affrontate adeguatamente, possono condurre a significativi benefici economici e sociali. Quali sono le quattro principali sfide? Occupazione femminile e giovanile, maggior coinvolgimento nelle discipline STEM, cambiamento climatico e la meta-sfida del […]

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Di Laura Bajardelli

Superare le disuguaglianze e promuovere l’innovazione per un futuro sostenibile

L’Italia si trova a un crocevia di grandi sfide che, se affrontate adeguatamente, possono condurre a significativi benefici economici e sociali. Quali sono le quattro principali sfide? Occupazione femminile e giovanile, maggior coinvolgimento nelle discipline STEM, cambiamento climatico e la meta-sfida del cambiamento culturale.

Incrementare l’occupazione femminile e giovanile

Il tasso di partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Italia è del 48,2%, decisamente inferiore rispetto alla media europea del 59,6%. Se vogliamo, e inevitabilmente dobbiamo, vedere il bicchiere mezzo pieno, abbiamo un ampio spazio di miglioramento: se il nostro Paese raggiungesse questo livello, con 2,3 milioni di donne occupate in più, tutti beneficerebbero in primis di vantaggi economici, misurabili come aumento del PIL. Secondo un recente studio di Confcommercio sarebbe quantificabile come un incremento del 7,4% del PIL italiano, pari a 154,7 miliardi di euro in valore aggiunto. Tutti i principali studi convergono nell’affermare una correlazione positiva tra occupazione femminile e PIL o persino un effetto moltiplicatore: per ogni posto di lavoro femminile in più, se ne creerebbero altri 1,3 in più. E nei nuclei familiari, due stipendi portano a più stabilità anche prospettica; probabilmente per questo un altro effetto positivo è un maggiore tasso di fecondità, che a sua volta può contribuire all’aumento del PIL. Paesi come Danimarca, Svezia e Islanda, con un indice di fertilità medio dell’1,7% rispetto all’1,2% dell’Italia, presentano tassi di partecipazione femminile compresi tra il 70% e il 77%. Inoltre, le aziende con più donne in ruoli decisionali mostrano performance migliori e stili di leadership innovativi, più orientati al futuro.

La Partecipazione alle STEM

In Italia, il 40% delle aziende fatica a trovare personale qualificato in ambito STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Nonostante i progressi nell’istruzione superiore, solo il 28,8% delle donne a livello globale riesce ad affermarsi in ambito scientifico, con l’Italia che registra un tasso del 16,5% di laureate in facoltà scientifiche, contro il 37% degli uomini.

Le STEM sono campi cruciali per la crescita economica e l’innovazione. Una maggiore partecipazione delle donne a questi percorsi educativi aumenta le loro opportunità di occupazione e reddito, ma porta benefici anche a livello nazionale. Per esempio, raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione richiede un aumento della partecipazione a queste discipline, specialmente nello sviluppo di brevetti per l’energia pulita e tecnologie trasversali.

Aumentare il numero di individui con preparazione scientifica, e quindi la base di talenti disponibili per il mondo del lavoro, è fondamentale per affrontare le sfide tecnologiche e scientifiche del futuro. Oggi è come se la nostra squadra avesse metà dei giocatori in tribuna, quindi la possibilità di far giocare i talenti è inferiore rispetto a chi ha la panchina lunga. La diversità di genere e di età nella scienza è essenziale, poiché differenti prospettive aumentano le possibilità di trovare soluzioni innovative. Gli inglesi la chiamano the wisdom of the crowd, la saggezza collettiva. Da notare anche un aspetto spesso trascurato: il settore dell’energia pulita e delle tecnologie green creano sviluppo sostenibile e aumentano anche le opportunità per professioni non STEM, come specialisti ambientali, esperti legali e amministrativi di questi nuovi settori.

Ambiente e Cambiamento Climatico

Sono sotto gli occhi di tutti. Il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse naturali, il calo della biodiversità sono problemi evidenti che devono essere affrontati e ai quali dobbiamo perlomeno adattarci. Le STEM sono un fattore abilitante cruciale per affrontare queste sfide, offrendo soluzioni innovative. E le donne sono un facilitatore: forse per il loro approccio di lungo periodo e forse per la loro maggior sensibilità ambientale, quasi un terzo delle imprese a guida femminile ha investito negli ultimi anni in prodotti e tecnologie sostenibili. 

Cambiamento Culturale

L’Italia si trova tra i paesi “in recupero” con punteggi di parità inferiori alla media UE, ma con miglioramenti rapidi. Alla base di questo divario c’è una questione culturale che coinvolge donne e uomini di tutte le generazioni e territori. Non è una causa persa, ma una sfida che possiamo vincere, basti pensare che secondo lo studio di Confartigianato, a livello europeo l’Italia è leader per il numero di imprenditrici e lavoratrici autonome. È possibile sfatare gli stereotipi di genere che associano determinati ruoli o professioni esclusivamente agli uomini o alle donne; è necessario promuovere la visione che tutte le professioni sono aperte a tutti, indipendentemente dal genere. E lo stesso vale per lo studio: incoraggiando le ragazze a perseguire studi in settori tradizionalmente dominati dagli uomini, come le STEM. E per velocizzare questo cambiamento sono fondamentali politiche di conciliazione vita-lavoro, che favoriscono un migliore equilibrio tra vita professionale e privata, come il congedo di maternità e paternità equamente distribuito, orari di lavoro flessibili e la possibilità di lavoro da remoto.

I media giocano un ruolo cruciale nel plasmare le percezioni culturali: rappresentazioni equilibrate e positive delle donne in ruoli di leadership e in settori vari possono influenzare positivamente le aspirazioni delle ragazze e delle donne. Lodevoli anche le iniziative per diffondere la conoscenza di role model femminili, ossia esempi di ispirazione da seguire, dimostrando per esempio che le donne imprenditrici non sono eccezioni, ma esempi e fonti di ispirazione raggiungibili.

È bene evidenziare che questa sfida può essere vinta con il coinvolgimento di tutti gli attori in gioco, istituzioni, aziende, associazioni, scuole e università e i singoli cittadini, costruendo alleanze generative tra donne e uomini, che non devono essere né sentirsi rivali ma alleatiper promuovere l’occupazione femminile e giovanile, incentivare le STEM, proteggere l’ambiente e favorire un cambiamento culturale. Solo così l’Italia potrà realizzare il suo pieno potenziale economico e sociale.

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