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Legambiente Lombardia contro il Data Center di Bollate: “Minaccia alle aree verdi e sviluppo insostenibile”

Milano – Legambiente Lombardia lancia un allarme contro il progetto di realizzazione di un nuovo data center a Bollate, nelle aree verdi situate tra le frazioni di Cascina del Sole e Cassina Nuova, a ridosso della tangenziale Nord. L’iniziativa, secondo l’associazione ambientalista, rappresenta un grave rischio per il territorio, già fortemente cementificato, mettendo in pericolo […]

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Milano – Legambiente Lombardia lancia un allarme contro il progetto di realizzazione di un nuovo data center a Bollate, nelle aree verdi situate tra le frazioni di Cascina del Sole e Cassina Nuova, a ridosso della tangenziale Nord. L’iniziativa, secondo l’associazione ambientalista, rappresenta un grave rischio per il territorio, già fortemente cementificato, mettendo in pericolo il fragile corridoio ecologico che collega il Parco Nord Milano al Parco delle Groane.

Consumo di suolo ed energia: una scelta insostenibile

Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, ha dichiarato: “I data center richiedono un elevato consumo di energia e suolo, risorse preziose e sempre più scarse nell’area metropolitana. Non è accettabile che lo sviluppo industriale avvenga senza una pianificazione sostenibile che tuteli il territorio”.

Il progetto, che prevede l’installazione di edifici alti quasi 20 metri lungo la A52, comporterebbe anche significativi disagi per la popolazione. L’infrastruttura richiederebbe infatti una connessione ad alta tensione di circa sette chilometri, interferendo con strade, edifici e altri servizi esistenti.

Una richiesta di ripensamento all’amministrazione locale

Legambiente Lombardia ha rivolto un appello all’amministrazione comunale di Bollate affinché sospenda la ratifica autorizzativa prevista per il 9 dicembre e valuti soluzioni alternative meno impattanti. Marco Moschetti, presidente del circolo locale di Legambiente, ha sottolineato: “Si tratta di un’operazione immobiliare che non solo distruggerà una delle ultime aree verdi residue, ma che porterà anche notevoli disagi ai residenti, sia durante i lavori che con la presenza della struttura”.

Moschetti ha inoltre evidenziato l’anacronismo dell’urbanizzazione dell’area: “Anche se l’area è edificabile da circa quarant’anni, oggi il contesto territoriale è profondamente cambiato. La saturazione del territorio rende questa previsione urbanistica insostenibile, aumentando le criticità ambientali in quartieri già densamente popolati”.

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