Liste d’attesa in Lombardia, Fontana risponde al Rapporto Sussidiarietà e Salute: più 21% sulle prestazioni urgenti e CUP unico oltre il 53%
Il presidente della Regione commenta i dati della Fondazione per la Sussidiarietà e rivendica i progressi recenti, ma avverte sulla carenza di medici di base e sulla necessità di una riforma nazionale
Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha commentato i dati del “Rapporto Sussidiarietà e Salute” della Fondazione per la Sussidiarietà, presentato questa mattina da Giorgio Vittadini al Centro Congressi Fondazione Cariplo. Fontana ha riconosciuto la validità dell’analisi, che evidenzia criticità strutturali e differenze territoriali nel Servizio Sanitario Nazionale, ma ha tenuto a contestualizzare la posizione lombarda: “La Lombardia parte da una posizione favorevole, con livelli di performance superiori alla media nazionale, ma non ci siamo mai accontentati.”
I numeri recenti: più 21% sulle prestazioni urgenti, più 11% sulle differibili
Sul fronte delle liste d’attesa, tema che Fontana ha definito “non solo un indicatore organizzativo, ma anche una questione di equità e qualità dei servizi”, il presidente ha presentato dati aggiornati rispetto a quelli contenuti nel Rapporto. In poche settimane, grazie al rafforzamento della governance e del coordinamento del sistema, la Regione ha registrato un incremento di 21 punti percentuali per le prestazioni urgenti e di 11 punti per quelle differibili. “Non è un caso, ma il risultato di una precisa assunzione di responsabilità”, ha sottolineato Fontana.
Il CUP unico supera il 53%: trasparenza come precondizione del governo del sistema
Un passaggio che Fontana considera strutturale riguarda il superamento della frammentazione nella gestione delle prenotazioni. Con la Cabina di Regia, la Regione ha introdotto un modello più integrato e orientato ai risultati. Il CUP unico, strumento che rende visibile l’intera offerta sanitaria regionale in un’unica piattaforma, ha già superato il 53% delle prestazioni complessive. “Solo ciò che è trasparente può essere governato e migliorato”, ha dichiarato il presidente, indicando in questo strumento una leva decisiva per il controllo e l’ottimizzazione del sistema.
La carenza di medici di base: un nodo strutturale che non si risolve con l’organizzazione
Fontana ha però allargato la prospettiva, avvertendo che i risultati ottenuti non bastano a rispondere alle sfide di medio termine. I cambiamenti demografici e l’aumento delle patologie croniche stanno esercitando una pressione crescente sull’intero sistema sanitario, e uno dei punti critici più urgenti riguarda la medicina di base: “La carenza di medici di medicina generale è già una realtà.” Per invertire questa tendenza, secondo il presidente, non è sufficiente agire sulle condizioni economiche: occorre migliorare la qualità del lavoro, l’integrazione nei servizi territoriali e il riconoscimento del ruolo professionale, per rendere questa carriera più attrattiva per i giovani medici.
Un approccio pragmatico: misurare, intervenire, correggere
Fontana ha concluso il proprio intervento delineando il metodo con cui la Regione intende affrontare le sfide future: “Misurare, intervenire, correggere e migliorare.” Ha ribadito la necessità di lavorare a livello nazionale, al di là delle appartenenze politiche, per garantire ai cittadini un accesso alle cure più equo, rapido ed efficace, e per costruire percorsi di cura sempre più completi con tempi certi. “Le liste d’attesa non sono un destino inevitabile, ma un problema che può essere affrontato con metodo, organizzazione e responsabilità”, ha sintetizzato il presidente.