L’Università Milano-Bicocca scopre la prima “galassia fantasma”: Cloud-9 conferma la teoria degli aloni di materia oscura
Un team internazionale guidato dall’Università Milano-Bicocca osserva Cloud-9, un alone di materia oscura privo di stelle.
Una scoperta rivoluzionaria arriva dall’Università di Milano-Bicocca: il ricercatore Alejandro Benitez-Llambay, insieme a un team internazionale di astronomi, ha identificato Cloud-9, un oggetto celeste distante 14 milioni di anni luce, completamente privo di stelle. Situato vicino alla galassia a spirale M94, questo alone di materia oscura è il primo candidato confermato di RELHIC (Reionization-Limited H I Cloud), previsto dai modelli cosmologici ma mai osservato prima.
Strumenti d’avanguardia per una scoperta rara
La rilevazione di Cloud-9 è stata possibile grazie all’uso combinato dei telescopi più potenti del mondo. Il radiotelescopio FAST in Cina ha intercettato il segnale dell’idrogeno neutro, seguito dalle osservazioni ad alta risoluzione del Karl G. Jansky Very Large Array nel New Mexico. Infine, il telescopio spaziale Hubble ha confermato l’assenza totale di stelle nell’alone, un dettaglio cruciale per definirlo un RELHIC.
Cosa rende Cloud-9 speciale
Nonostante la sua estensione di 1,4 kiloparsec (circa 4.500 anni luce) e la presenza di grandi quantità di idrogeno neutro, Cloud-9 non ha mai innescato la formazione stellare. Questo lo distingue dalle galassie tradizionali e lo classifica come una “galassia fallita” o “galassia fantasma”. La scoperta fornisce un importante test del modello cosmologico ΛCDM, chiarendo i confini tra aloni di materia oscura che generano galassie e quelli che rimangono privi di luce.
Implicazioni per la cosmologia e studi futuri
La conferma di un RELHIC apre una nuova finestra nello studio della formazione delle galassie. Cloud-9 diventerà un punto di riferimento per future osservazioni ottiche e radio, permettendo agli astronomi di comprendere meglio i processi che regolano la nascita delle galassie e la distribuzione della materia oscura nell’universo. Secondo Benitez-Llambay, “questa scoperta rappresenta un passo fondamentale per validare le previsioni teoriche e comprendere i confini tra galassie reali e aloni falliti”.