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Categoria: ARTE - CULTURA

L’Università Statale di Milano inaugura l’anno accademico 2025-2026: focus su libertà accademica, scienza e cooperazione internazionale

Inaugurato il nuovo anno accademico alla Statale di Milano

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Si è svolta lunedì 19 gennaio, nell’Aula Magna dell’Università Statale di Milano, la cerimonia di apertura dell’anno accademico 2025-2026, un appuntamento che ha riunito istituzioni, comunità accademica e studenti per riflettere sul ruolo dell’università in un contesto globale in rapida trasformazione. Ad aprire l’evento sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Milano Giuseppe Sala, dell’assessore regionale all’Università Alessandro Fermi e della vicepresidente del Senato Licia Ronzulli.

Le voci della comunità accademica

Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche il presidente della Conferenza degli Studenti Giacomo Pangrazzi, il direttore generale Angelo Casertano e la rettrice Marina Brambilla, che ha pronunciato il discorso inaugurale. La prolusione è stata affidata a Filippo Grandi, già Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati e alumnus della Statale, con un intervento dal titolo “Alziamo lo sguardo: riflessioni su quarant’anni di lavoro umanitario”.

Libertà accademica come presidio di democrazia

Al centro del discorso della rettrice Brambilla una riflessione ampia e profonda sulla libertà accademica, intesa non solo come diritto individuale dei docenti, ma come garanzia collettiva al servizio della democrazia. Un principio fondante dell’università che oggi, ha ricordato la rettrice, è sotto pressione in molte aree del mondo.

Secondo l’Academic Freedom Index, in oltre trenta Paesi la libertà accademica subisce limitazioni gravi, coinvolgendo una parte consistente della popolazione globale. Un dato che rende urgente la difesa del metodo scientifico, del confronto critico e dell’autonomia del sapere.

Scienza, politica e fiducia reciproca

Un altro nodo centrale affrontato è stato il rapporto tra scienza e politica. Per Brambilla, le grandi sfide contemporanee non possono essere affrontate né con sole opinioni né esclusivamente con i dati: serve un equilibrio fondato sulla fiducia reciproca. La rottura di questo equilibrio, ha avvertito, alimenta populismi, antiscientismo e sfiducia nelle istituzioni. In questo quadro, la scienza resta un pilastro della libertà moderna: scegliere il metodo scientifico significa accettare il dubbio, il confronto e il rispetto dei fatti in una società complessa e fragile.

Il tema della libertà si è intrecciato con l’intervento di Filippo Grandi, che ha invitato ad alzare lo sguardo oltre l’emergenza e i confini nazionali, difendendo la cooperazione internazionale e i valori di solidarietà e compassione, sempre più messi in discussione dalla logica del “prima il mio Paese”.

Università laica e responsabilità verso la verità

La rettrice ha ribadito anche il valore della laicità dell’università, intesa come autonomia da dogmi ideologici, politici o religiosi. Una condizione essenziale per garantire l’affidabilità, l’universalità e la credibilità della ricerca scientifica, orientata alla verità e al bene della comunità.

Uno spazio significativo è stato dedicato al ruolo dell’università nel sostenere le nuove generazioni. In un contesto segnato da incertezze e complessità, l’ateneo è chiamato a esercitare empatia, alimentando fiducia e speranza e contrastando quelle che il presidente della Repubblica ha definito “le tossine dell’indifferenza”.

Crescita dell’Ateneo e investimenti strutturali

Nel suo intervento, il direttore generale Angelo Casertano ha tracciato un bilancio dello sviluppo dell’Ateneo: dall’apertura di nuovi spazi didattici e residenziali, al rinnovo di auditorium e sale studio, fino all’avanzamento dei lavori del campus MIND e al rafforzamento della presenza a Sesto San Giovanni.

Ricerca e risultati di eccellenza

La ricerca resta uno dei pilastri della Statale. L’ateneo è stato tra i primi in Italia ad attivare i nuovi strumenti per il pre-ruolo accademico e ha ottenuto risultati di rilievo nei finanziamenti competitivi. Con 20 progetti finanziati dal Fondo Italiano per la Scienza, la Statale si colloca ai vertici nazionali, confermando un’eccellenza scientifica riconosciuta a livello italiano ed europeo.

A chiudere la giornata, il contributo musicale del Quartetto d’archi dell’Università degli Studi di Milano, con brani di Mozart ed Ennio Morricone, a suggellare un’inaugurazione che ha unito cultura, sapere e responsabilità civile.

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