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Categoria: ARTE - CULTURA

Maturità 2026, in Lombardia calano i 100 e le lodi: Milano ferma al 3,6%

Un esame superato quasi da tutti, ma senza exploit

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Meno 100, meno lodi e una forte concentrazione di voti nelle fasce medio-basse. È questa la fotografia della Maturità 2026 in Lombardia, dove su 58.010 ammessi all'esame i promossi sono stati 57.748, per un tasso di successo che sfiora il 99,5%. Le bocciature restano un fenomeno marginale: tra i candidati interni soltanto lo 0,27% dovrà ripetere l'anno, percentuale che sale allo 0,5% considerando anche i candidati esterni. Il voto più frequente tra i diplomati lombardi si colloca tra 61 e 70, ottenuto dal 32,5% degli studenti, mentre rispetto all'anno precedente cresce la fascia compresa tra 81 e 90, passata dal 15,9% al 17,6%.


Meno risultati di vertice rispetto al 2025


A ridursi sono soprattutto i punteggi più alti. I diplomati con 100 sono scesi dal 4,25% del 2025 al 2,9% del 2026, mentre le lodi, assegnate a circa uno studente ogni cento, si fermano quest'anno all'1%, contro l'1,15% dell'anno precedente. Il confronto con il periodo della pandemia resta ancora più marcato: nel 2021 in Lombardia erano state assegnate 1.181 lodi. Le eccellenze continuano a concentrarsi soprattutto nei licei, dove l'1,5% dei 29.841 diplomati ha ottenuto la lode, contro lo 0,7% registrato negli istituti tecnici, frequentati da 19.190 studenti, e lo 0,2% nei professionali.


Licei, tecnici e professionali: percorsi a confronto


La distribuzione dei voti cambia sensibilmente a seconda dell'indirizzo di studio. Nei licei la fascia più rappresentata è quella tra 71 e 80, raggiunta dal 32,1% degli studenti, con una quota complessiva di eccellenze, sommando 100 e lodi, che sfiora il 5,3%. Negli istituti tecnici e professionali, invece, il voto più comune resta compreso tra 61 e 70, con percentuali che toccano il 37,9% nei tecnici e il 39,2% nei professionali. In questi due percorsi calano anche i risultati massimi, con 100 e lodi fermi rispettivamente al 2,8% e all'1,7%, mentre crescono i diplomati che superano l'esame con il voto minimo: il 7,8% nei tecnici e l'8,1% nei professionali ha ottenuto 60.


Cremona e Mantova davanti a tutte le province lombarde


Le differenze territoriali emergono chiaramente nel confronto tra le province. Cremona e Mantova guidano la classifica delle lodi, con l'1,9% dei diplomati in entrambi i territori. Considerando insieme 100 e lodi, Cremona si conferma prima con il 6,7% di studenti eccellenti, seguita da Mantova con il 5,8% e Sondrio con il 5%. Più indietro Milano, Brescia e Bergamo, ferme al 3,6%, seguite da Como con il 3,5% e da Lecco, che chiude la graduatoria con il 3%. La sufficienza piena, ovvero il voto di 60, risulta invece particolarmente diffusa nelle province di Milano e Varese, dove riguarda il 6,8% dei maturandi.


A Milano voti concentrati sotto l'80


Nelle scuole milanesi i risultati si concentrano prevalentemente nella fascia fino all'80, confermando le prime indicazioni emerse al termine degli esami. Le lodi rappresentano l'1% del totale, una quota sostanzialmente stabile rispetto allo 0,99% dell'anno precedente. Cambia però la distribuzione tra gli istituti, con una presenza particolarmente significativa nei licei classici cittadini.


I licei classici protagonisti delle eccellenze milanesi


Il Parini registra otto lodi e altri dodici diplomati con 100, un risultato analogo a quello del Manzoni, anch'esso con otto lodi, seguito dal Berchet con sette e dal Beccaria con cinque. Tra i licei scientifici, il Volta conta cinque lodi, mentre Bottoni e Leonardo da Vinci ne registrano tre ciascuno. Quattro lodi sono state assegnate al Cardano e altrettante al Setti Carraro, mentre lo stesso risultato è arrivato al Bertarelli, istituto tecnico e professionale che non vedeva comparire una lode sui tabelloni dal 2019 e che quest'anno ne festeggia una anche nel percorso di istruzione degli adulti.


Il quadro complessivo, sia a livello milanese sia lombardo, restituisce l'immagine di una Maturità con bocciature quasi inesistenti ma con un numero contenuto di risultati massimi. La grande maggioranza degli studenti ha concluso il percorso con voti intermedi, mentre le eccellenze restano circoscritte a una parte limitata delle scuole, in particolare ai licei.




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