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Categoria: ARTE - CULTURA

MI AMI Festival 2026: trentamila presenze e sold out per la ventesima edizione all’Idroscalo di Milano

Quattro giorni di musica indipendente, oltre ottanta artisti e un sabato da record: il bilancio di un’edizione che chiude un ciclo ventennale

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La ventesima edizione del MI AMI Festival si è conclusa domenica 24 maggio con un set mattutino di Cosmo, che con il progetto La Fonte ha animato le rive dell’Idroscalo tra elettronica e prime ore di sole. Una scelta insolita per un finale di festival, in linea con un’identità che negli anni ha sempre privilegiato la coerenza artistica rispetto alle convenzioni del settore.

I numeri: trentamila presenze e un sabato da record

Svoltosi dal 21 al 24 maggio, il festival ha registrato complessivamente oltre trentamila ingressi, il dato più alto della sua storia. Il sabato ha esaurito sia gli abbonamenti sia i biglietti giornalieri, diventando la giornata con il maggiore afflusso di pubblico mai registrata dalla manifestazione. I direttori Carlo Pastore e Stefano Bottura hanno parlato di risposta del pubblico “stupefacente”, sottolineando come i dati quantitativi siano, a loro avviso, la parte meno significativa del bilancio complessivo.

Ottanta artisti, cinque palchi, alcune sorprese

Il cartellone ha incluso oltre ottanta nomi distribuiti su cinque palchi, spaziando tra artisti consolidati e voci più recenti. Tra gli appuntamenti più seguiti, i Nu Genea con il nuovo disco People of the Moon, i live di Faccianuvola, La Niña, Marco Castello, Mecna e Motta, che ha festeggiato il proprio compleanno sul palco. Spazio anche ai debutti: Maria Antonietta e Colombre hanno condiviso il palco per la prima volta, mentre Fausto Lama ha presentato il suo primo progetto da solista.

Non sono mancate le collaborazioni non annunciate: Malika Ayane con i Dov’è Liana, Appino con Motta e Lamante, Vasco Brondi con Brucherò nei Pascoli, Giorgio Poi con Tutti Fenomeni, Willie Peyote con Dutch Nazari, Cosmo con Venerus. Il resto del programma ha visto sul palco Ministri, Sissi, Altea, Lea Gavino, Rareș, MILLE, i Patagarri, Santamarea, le irossa, Birthh, Angelica Bove, Francamente, Primogenito, Visino Bianco e il Club Mondo Soundsystem.

“Io non ho paura”, il tema della 20esima edizione

L’edizione del ventennale si è costruita attorno alla dichiarazione “Io non ho paura”, scelta come filo conduttore dei quattro giorni. Più che un claim promozionale, si è trattato di una cornice concettuale condivisa tra artisti e pubblico, coerente con la vocazione del festival a essere uno spazio di espressione e appartenenza piuttosto che una semplice vetrina musicale.

Vent’anni di MI AMI

Pastore e Bottura hanno descritto questa edizione come qualcosa che “ha il sapore di una benedizione”, chiudendo con un riferimento al futuro lasciato volutamente aperto. Dietro ai toni celebrativi, resta il dato concreto di un festival indipendente che ha attraversato due decenni senza perdere la propria fisionomia, in un settore in cui la continuità e l’identità sono risorse tutt’altro che scontate. Tra i partner dell’edizione, ING, WeRoad e idealista.

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