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Categoria: ISTITUZIONI

Milano 2027, chi sarà il candidato sindaco del centrosinistra? Majorino e Calabresi testa a testa: entrambi stracciano Lupi in caso di ballottaggio

Il sondaggio anticipa anche i possibili duelli con Lupi in vista delle comunali del 2027, con entrambi i candidati nettamente avanti

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A meno di un anno dall'apertura ufficiale della corsa verso Palazzo Marino, un nuovo sondaggio commissionato e realizzato da Scenari Politici fotografa un testa a testa serratissimo tra i due nomi più accreditati per le primarie del centrosinistra milanese. Tra gli elettori dell'area che indicano una preferenza, Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito Democratico in Regione Lombardia, raccoglie il 37,8 per cento dei consensi, tallonato dal giornalista Mario Calabresi al 37,2 per cento: una distanza di appena 0,6 punti percentuali che rende la corsa apertissima.


Il resto del campo, da Scavuzzo a Conte


Più distanziati gli altri possibili candidati rilevati dall'indagine. La vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo si attesta al 13,5 per cento, seguita da Lorenzo Pacini al 7 per cento, da Tommaso Goisis al 2,4 per cento e da Emmanuel Conte al 2,1 per cento. Il quadro resta comunque parzialmente indefinito, dal momento che circa un intervistato su quattro, il 24 per cento del campione, non indica alcun nome tra quelli proposti.


Primarie plebiscitarie per la scelta del candidato


Il sondaggio misura anche il grado di consenso verso lo strumento delle primarie come metodo di selezione del candidato sindaco. Tre elettori di centrosinistra su quattro, il 75 per cento del campione, si dicono favorevoli a una scelta diretta da parte dei cittadini, contro un 25 per cento che preferirebbe affidare la decisione ai partiti della coalizione. Sul fronte della partecipazione effettiva, il 69 per cento degli intervistati dichiara che prenderebbe parte a un'eventuale consultazione primaria, mentre il 31 per cento afferma il contrario.


Il identikit del candidato ideale secondo gli elettori


Interpellati sul profilo preferito per il futuro candidato sindaco, gli elettori dell'area di centro, centrosinistra e sinistra privilegiano la figura del politico o amministratore con esperienza, indicata dal 32,4 per cento del campione. Per il 28,7 per cento la provenienza professionale del candidato è invece un fattore secondario, purché la persona conosca a fondo la città. Seguono la preferenza per un profilo proveniente dalla società civile, al 20,5 per cento, per un dirigente o manager, all'11,1 per cento, e per un accademico o intellettuale, al 7,3 per cento. Quasi un intervistato su tre, il 29 per cento, non esprime alcuna preferenza in merito.


Le opinioni raccolte restituiscono anche una spaccatura pressoché a metà sull'approccio politico più efficace per riconquistare Palazzo Marino. Il 51 per cento degli intervistati ritiene necessario uno spostamento della proposta politica verso posizioni più marcatamente di sinistra, mentre il 49 per cento indica come prioritaria una maggiore attenzione all'elettorato moderato della città, segno di una coalizione ancora alla ricerca di una linea condivisa.


Majorino e Calabresi entrambi favoriti contro Lupi


L'indagine ha simulato anche due possibili scenari di ballottaggio, mettendo a confronto i due candidati favoriti alle primarie con il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Nell'ipotesi con Majorino in campo, il politico del centrosinistra otterrebbe il 58,9 per cento dei consensi contro il 41,1 per cento di Lupi, con il 26 per cento del campione che non esprime una preferenza. Lo scenario con Calabresi come sfidante restituisce un margine ancora più ampio: 61,7 per cento contro il 38,3 per cento di Lupi, con il 32 per cento di indecisi.


La metodologia dell'indagine


Il sondaggio è stato realizzato da Scenari Politici attraverso interviste telefoniche con metodologia Cati-Cami condotte tra il 3 e il 10 agosto 2026, su un campione di mille cittadini milanesi maggiorenni, segmentato in modo proporzionale per sesso ed età e ponderato per genere, fascia anagrafica e intenzione di voto espressa alle ultime elezioni europee. Nel corso della rilevazione sono stati registrati complessivamente 3.455 rifiuti a rispondere. Il margine di errore indicato, calcolato con un intervallo di confidenza al 99 per cento, è pari al 2,5 per cento.


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