Milano: addio a Luigi Settembrini, genio discreto tra moda, arte e comunicazione
Milano – Si è spento a 88 anni Luigi Settembrini, figura chiave e discreta del panorama culturale italiano ed europeo del secondo Novecento. Nato a Milano nel 1937 da famiglia napoletana, Settembrini ha attraversato oltre sessant’anni di estetica e comunicazione, contribuendo in modo decisivo alla definizione dell’identità visiva e culturale del made in Italy, tra […]
Milano – Si è spento a 88 anni Luigi Settembrini, figura chiave e discreta del panorama culturale italiano ed europeo del secondo Novecento. Nato a Milano nel 1937 da famiglia napoletana, Settembrini ha attraversato oltre sessant’anni di estetica e comunicazione, contribuendo in modo decisivo alla definizione dell’identità visiva e culturale del made in Italy, tra moda, design, arte e strategie urbane.
Un innovatore silenzioso al servizio della bellezza italiana
Giornalista, consulente creativo, curatore e saggista, Settembrini è stato uno dei protagonisti “dietro le quinte” di alcuni dei progetti culturali più visionari legati alla moda italiana e al suo legame con l’arte contemporanea. Fin dagli anni Ottanta ha contribuito in modo determinante alla trasformazione del Centro di Firenze per la Moda Italiana in Pitti Immagine, facendone una piattaforma culturale e comunicativa di respiro internazionale.
Dalla Sala Bianca al Guggenheim: le mostre che hanno fatto scuola
Tra le sue curatele più celebri, si ricordano la mostra “La Sala Bianca: la nascita della moda italiana”, realizzata insieme a Luca Ronconi e Gae Aulenti tra Palazzo Strozzi e il Louvre, e la sezione moda della storica “The Italian Metamorphosis 1943–1968” al Guggenheim di New York. Eventi che hanno segnato un punto di svolta nel riconoscimento della moda come linguaggio culturale e artistico.
La Biennale di Firenze e l’incontro tra moda, arte e star internazionali
Nel 1996 ideò e lanciò la Biennale della Moda di Firenze, una manifestazione multidisciplinare che radunò artisti, stilisti e performer da tutto il mondo, creando connessioni sorprendenti tra tempo, estetica e società. Con la partecipazione di nomi come Damien Hirst, Roy Lichtenstein, David Bowie, Elton John, Bruce Weber e Kiki Smith, l’iniziativa ebbe un successo clamoroso, attirando oltre un milione di visitatori.
Valencia, Milano, Mediterraneo: una visione culturale senza confini
Negli anni 2000 esportò il suo approccio anche all’estero, dando vita in Spagna alla Bienal de Valencia, piattaforma di dialogo interculturale tra arte, città e sostenibilità. Le mostre “Las Pasiones”, “La Ciudad Ideal” e “Agua, sin ti no soy”, furono curate da maestri come Achille Bonito Oliva, Robert Wilson, Sebastião Salgado ed Emir Kusturica. In parallelo, a Milano fu artefice di alcune delle iniziative più iconiche del Salone del Mobile, firmando progetti come “Stanze e Segreti”, “Made in Italy?” e “Camera con vista”.
Una penna raffinata: saggi, libri e memorie tra ironia e identità
Settembrini è stato anche autore di numerosi libri e saggi. La sua scrittura colta e ironica ha narrato l’Italia con uno sguardo doppio, tra affetto e critica, cultura pop e riflessione storica. Tra i titoli più noti: “A New York non si muore di vecchiaia” (Rizzoli, 1980), “Vestiti, usciamo” (Mondadori, 1986, con Chiara Boni), e “Stanze e Segreti. Memorie di un seduttore incerto” (2019). Ha pubblicato anche per Skira e Mondadori Electa, spaziando da moda a design, da Napoli a Milano, dal city marketing all’immaginario collettivo.
L’omaggio del mondo della moda e della cultura
Pitti Immagine è tra le prime realtà ad aver ricordato Settembrini, sottolineandone l’intelligenza e la passione con cui ha contribuito al rilancio culturale di Firenze. “Con la sua visione – dichiarano i vertici della Fondazione – ha saputo trasformare ogni progetto in un ponte tra estetica e contenuto, intuizione e rigore”.