Milano al centro del Forum Mobilità di Legambiente
Italia in ritardo sulla mobilità sostenibile: pesano tagli ai fondi e scelte infrastrutturali Milano si conferma protagonista nella transizione verso una mobilità più sostenibile, mentre il quadro nazionale evidenzia ritardi significativi. È quanto emerge dalla prima edizione del Forum Nazionale Mobilità di Legambiente, tenutosi a Roma in collaborazione con Enel. Il tema centrale dell’evento, “Dalle […]
Italia in ritardo sulla mobilità sostenibile: pesano tagli ai fondi e scelte infrastrutturali
Milano si conferma protagonista nella transizione verso una mobilità più sostenibile, mentre il quadro nazionale evidenzia ritardi significativi. È quanto emerge dalla prima edizione del Forum Nazionale Mobilità di Legambiente, tenutosi a Roma in collaborazione con Enel. Il tema centrale dell’evento, “Dalle politiche urbane a quelle industriali. Quale futuro per la mobilità in Italia?”, ha evidenziato come il settore sia penalizzato dai tagli ai finanziamenti e da scelte infrastrutturali che favoriscono opere controverse, come il Ponte sullo Stretto, a discapito di investimenti nel trasporto pubblico e nella mobilità dolce.
Il Fondo Automotive, inizialmente previsto con 8,7 miliardi di euro fino al 2030, è stato drasticamente ridotto a 450 milioni nel 2025 e 200 milioni annui per gli anni successivi, compromettendo il futuro dell’industria automobilistica italiana e la transizione verso l’elettrico.
Milano guida il cambiamento: più trasporto pubblico, meno auto
L’indagine di Legambiente nell’ambito della campagna Città2030 ha analizzato 17 città italiane, mettendo in luce dati contrastanti. Milano si distingue come esempio virtuoso: il trasporto pubblico locale (TPL) copre il 48% degli spostamenti, superando l’uso dell’auto privata (43%). Un segnale importante che dimostra come investimenti mirati possano rendere le città più sostenibili e vivibili.
Buone pratiche emergono anche a Roma, dove l’integrazione tra TPL e sharing mobility ha ottenuto ottimi risultati, e a Messina, con il progetto MoveMe, che sta rilanciando il trasporto locale.
Italia ancora troppo dipendente dall’auto privata
Nonostante alcuni segnali positivi, il quadro generale della mobilità italiana resta critico. L’Italia detiene il primato europeo per il più alto tasso di motorizzazione, con 694 auto ogni 1.000 abitanti (contro la media UE di 571). A livello urbano, il rapporto tra auto e cittadini è preoccupante: a Olbia si raggiungono 78 auto ogni 100 abitanti, mentre a Roma 66, Milano 52,5 e Napoli 61. Numeri ben lontani dagli standard di città come Parigi (25 auto ogni 100 abitanti) o Londra (36).
A peggiorare la situazione, il trasporto rapido di massa è ancora insufficiente: le città italiane dispongono di meno chilometri di metro e tram rispetto alle capitali europee, e gli investimenti in nuove infrastrutture sono carenti.
Mobilità elettrica: l’Italia ha le colonnine, ma mancano le auto
Uno dei paradossi evidenziati dal Forum è la discrepanza tra la rete di ricarica elettrica e la diffusione dei veicoli elettrici. L’Italia conta 64.391 punti di ricarica, superando paesi come Regno Unito, Francia e Germania, con una media di 19 colonnine ogni 100 auto elettriche. Tuttavia, solo lo 0,55% delle auto in circolazione è elettrico, con percentuali che superano l’1% solo a Milano e Roma.
Il problema principale non è la mancanza di infrastrutture, ma la percezione errata sulla disponibilità di punti di ricarica e il costo ancora elevato dei veicoli elettrici, unito a una strategia nazionale poco chiara.
Sicurezza stradale: ancora troppi incidenti in città
Un altro problema critico è l’insicurezza stradale: il tasso di incidenti rimane elevato nelle aree urbane, con un rapporto tra morti e feriti per 1.000 abitanti che raggiunge 8,4 a Firenze e Genova, 7,3 a Milano, 6,1 a Roma e 3,4 a Napoli.
Se il trend di riduzione degli incidenti non accelera, nessuna città italiana raggiungerà l’obiettivo del Piano Nazionale Sicurezza Stradale, che prevede di dimezzare il numero di vittime entro il 2030.
Segnali positivi: 16 città investono in bus elettrici e tram
Nonostante le difficoltà, il Forum ha evidenziato anche segnali di cambiamento. 16 città su 17 stanno rinnovando le flotte di autobus con mezzi elettrici, e 12 stanno investendo in nuove linee tramviarie o nel potenziamento di quelle esistenti.
Particolarmente positivo è il caso di Bologna e Olbia, che hanno adottato il modello “Città 30”, ottenendo significativi miglioramenti nella sicurezza stradale e nella riduzione delle emissioni inquinanti. A Bologna, le emissioni da traffico sono diminuite del 29% in un anno, mentre gli incidenti sono calati del 13% e quelli gravi del 31%.
Le richieste di Legambiente al governo Meloni
Di fronte a questi dati, Legambiente chiede un cambio di rotta immediato, con sei azioni chiave:
- Ripristinare e potenziare il Fondo Automotive, con risorse vincolate alla transizione elettrica.
- Accelerare la mobilità elettrica, riservando i biocarburanti ai settori difficili da decarbonizzare (aviazione e trasporto navale).
- Migliorare la rete di ricarica, con particolare attenzione alle autostrade e alle aree del Centro-Sud.
- Sviluppare una strategia per le materie prime critiche, investendo sul riciclo e la produzione nazionale.
- Ridurre il costo dell’energia, incentivando le fonti rinnovabili per abbassare il prezzo dell’elettricità.
- Riformare il trasporto pubblico locale, sostituendo i mezzi diesel con 4.000 autobus elettrici all’anno e promuovendo il modello “Città 30”.
“La transizione ecologica del settore automobilistico è ormai in corso a livello globale. L’Italia può esserne protagonista o subirla con costi sociali drammatici”, ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. Secondo Roberto Scacchi, responsabile Mobilità di Legambiente, il modello Milano dimostra che un trasporto pubblico efficiente e capillare può ridurre l’uso dell’auto privata, ma servono politiche di sostegno e investimenti strutturali.