Milano: al Teatro Dal Verme va in scena “Filo Spezzato”, la storia di una maison dimenticata dalla barbarie nazifascista
Milano – La storia prende forma attraverso un abito da sera. Presentato in occasione della cerimonia degli Ambrogini, domani al Teatro Dal Verme, il progetto “Filo Spezzato” restituisce vita a un disegno storico, salvato negli archivi della Biblioteca Braidense, e che racconta la vicenda della maison Finzi, una storica casa di moda milanese cancellata dall’odio […]
Milano – La storia prende forma attraverso un abito da sera. Presentato in occasione della cerimonia degli Ambrogini, domani al Teatro Dal Verme, il progetto “Filo Spezzato” restituisce vita a un disegno storico, salvato negli archivi della Biblioteca Braidense, e che racconta la vicenda della maison Finzi, una storica casa di moda milanese cancellata dall’odio nazifascista.
Questo importante progetto è il frutto della collaborazione tra studenti dello IED, la Fondazione Cariplo, il Comune di Milano, l’ANPI e l’Associazione Figli della Shoah. La realizzazione dell’abito è un tributo a un’epoca tragica della storia cittadina, dove la discriminazione e la violenza causarono perdite irreparabili.
La storia della Maison Finzi e il legame con Milano
Fondata agli inizi del Novecento, la maison Finzi rappresentava uno dei simboli più prestigiosi della moda italiana. Tuttavia, con l’avvento del fascismo e a causa delle origini ebraiche dei suoi fondatori, fu obbligata a chiudere i battenti. I fratelli Edgardo e Guglielmo Finzi, protagonisti di questa vicenda storica, furono poi assassinati nei campi di sterminio nazisti.
Prima della loro deportazione, la famiglia Finzi lasciò un bozzetto di un abito da sera che è stato ritrovato e oggi viene riproposto nell’ambito del progetto Filo Spezzato. Questo disegno è simbolo di memoria, storia e della bellezza spezzata dall’odio e dalla violenza del regime fascista.
“Filo Spezzato”: tra storia, ricerca e creatività
Ideato da Marta Nava e Guido Lo Pinto, il progetto “Filo Spezzato” rappresenta un ponte tra la storia, la moda e la memoria collettiva. Attraverso il corso Project Development Bespoke dell’Istituto Europeo di Design (IED), studenti provenienti da tutto il mondo hanno ricreato l’abito originariamente progettato ottant’anni fa, rendendolo un simbolo tangibile della memoria storica e della resilienza.
Durante la cerimonia, la Presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, indosserà l’abito come tributo alla memoria storica e per ricordare il significato dei valori antifascisti.
Un tributo a Guglielmo e Edgardo Finzi
La realizzazione del vestito è anche un messaggio di solidarietà e connessione intergenerazionale. All’interno dell’abito è contenuta una dedica scritta da Guglielmo Finzi per il figlio Silvano, partigiano a soli ragazzino, appartenente alla 52esima Brigata Rosselli. La frase, “Perché il tempo ci trovi sempre uniti”, diventa il filo simbolico che lega le generazioni, i movimenti antifascisti e la comunità milanese nella riflessione sulla memoria storica.