Milano, bufera social sul Teatro Parenti per l’evento con Meloni. La direttrice Shammah: “Il teatro è un luogo di confronto aperto”
Bufera social sul Teatro Parenti di Milano per l’evento con Giorgia Meloni sul referendum sulla giustizia. La direttrice Shammah: “Il teatro è luogo di dibattito”.
Una forte ondata di critiche sui social ha investito il Teatro Franco Parenti di Milano dopo l’annuncio di un incontro dedicato alla campagna per il “Sì” al referendum sulla giustizia, in programma giovedì 12 marzo con la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel mirino è finita la direttrice artistica del teatro, Andrée Ruth Shammah, che sui social aveva invitato a riflettere sul voto “pensando alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni”. Il post pubblicato su Facebook ha scatenato centinaia di commenti critici, molti dei quali duri nei confronti della scelta di ospitare l’iniziativa politica nello storico spazio culturale milanese.
Le critiche online e i riferimenti al fondatore
Nel giro di poche ore il post è stato sommerso da messaggi polemici. Alcuni utenti hanno contestato apertamente la decisione del teatro, sostenendo che la struttura non avrebbe dovuto aprire le proprie porte a un evento organizzato da Fratelli d’Italia. Tra i commenti più severi compaiono anche richiami alla figura di Franco Parenti, attore e fondatore dello spazio culturale, evocato da diversi utenti come simbolo della tradizione artistica del teatro. Altri hanno citato figure della cultura europea come Bertolt Brecht, Vladimir Vladimirovich Mayakovsky e Jean Genet per criticare la scelta della direzione.
La risposta della direttrice: “Il teatro è un luogo aperto”
Di fronte alla bufera online, Shammah ha difeso la propria decisione rivendicando il ruolo del teatro come spazio di confronto pubblico. La direttrice ha spiegato che il Teatro Parenti ha ospitato negli anni numerosi incontri politici e culturali di orientamenti diversi. Secondo la regista, rifiutare la presenza del presidente del Consiglio sarebbe stato contrario alla vocazione del luogo. Nelle sale del teatro, ha ricordato, sono stati organizzati eventi con personalità politiche di vari schieramenti, tra cui Matteo Renzi, Carlo Calenda e Giorgio La Malfa. Shammah ha inoltre ribadito di ritenere fondamentale il dibattito pubblico, soprattutto su temi come la riforma della giustizia, sottolineando che il teatro non dovrebbe mai chiudere le porte al confronto tra idee diverse.
Tra i commenti critici non è mancato chi ha suggerito che l’iniziativa avrebbe potuto trasformarsi in un vero confronto pubblico, invitando nello stesso momento anche i rappresentanti dei comitati contrari al referendum. La direttrice ha replicato spiegando che lo spazio resta disponibile anche per iniziative di segno opposto, ricordando che negli stessi giorni il teatro ha ospitato incontri in cui sono state espresse posizioni differenti sul tema.
La solidarietà dal centrodestra
Alla polemica online hanno risposto con messaggi di solidarietà diversi esponenti del centrodestra. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso vicinanza alla direttrice, condannando gli insulti ricevuti e definendo il teatro un luogo naturale di confronto democratico. Anche l’assessora alla Cultura della Regione Lombardia Francesca Caruso ha difeso la scelta del teatro, sostenendo che accogliere il capo del governo per un evento pubblico rappresenta un esercizio di libertà culturale. Sulla stessa linea il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, che ha parlato di attacchi inaccettabili e di un clima di odio politico.
“Serve più confronto, non meno”
Intervenendo anche in alcune interviste, Shammah ha ribadito la propria posizione: il teatro, ha spiegato, deve restare uno spazio aperto al dialogo e alla discussione. Per la direttrice, limitare il confronto significherebbe indebolire i principi stessi della democrazia. La regista ha infine chiarito la propria posizione sul referendum, dichiarando di essere favorevole alla riforma della giustizia ma ribadendo che il Teatro Parenti continuerà a ospitare eventi e dibattiti di orientamenti diversi, nel rispetto del pluralismo culturale e politico.