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Milano, Casa Museo Boschi Di Stefano ed ex Cinema Orchidea verso nuove gestioni culturali

Due immobili di proprietà comunale, entrambi carichi di storia, tornano al centro delle politiche di valorizzazione del patrimonio cittadino. La Giunta ha licenziato le linee di indirizzo che apriranno la strada ai bandi per la concessione d’uso del terzo piano della Casa Museo Boschi Di Stefano, in via Giorgio Jan 15 (Municipio 3), e degli […]

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Due immobili di proprietà comunale, entrambi carichi di storia, tornano al centro delle politiche di valorizzazione del patrimonio cittadino. La Giunta ha licenziato le linee di indirizzo che apriranno la strada ai bandi per la concessione d’uso del terzo piano della Casa Museo Boschi Di Stefano, in via Giorgio Jan 15 (Municipio 3), e degli spazi dell’ex Cinema Orchidea di via Terraggio (Municipio 1), che comprendono la sala cinematografica dismessa, l’ex sartoria e gli ambienti collocati al secondo piano.

Diciotto anni di concessione e selezione a evidenza pubblica

L’affidamento avrà durata diciottennale e verrà assegnato tramite procedura a evidenza pubblica, sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Nella valutazione peseranno in modo determinante la qualità delle proposte progettuali, la tenuta economica del modello gestionale e la capacità di produrre ricadute culturali e sociali sul territorio.

Vincoli per il concessionario: destinazione d’uso e oneri di recupero

Chi si aggiudicherà gli spazi dovrà preservarne la vocazione culturale, cooperare con l’Amministrazione nella costruzione del palinsesto cittadino e farsi carico dei costi legati alla rifunzionalizzazione e alla manutenzione degli ambienti.

Per il lotto della Casa Museo Boschi Di Stefano, esteso su 339 metri quadrati, il canone annuo posto a base di gara ammonta a 45.171 euro. Cifra sensibilmente superiore per l’ex Cinema Orchidea, che si sviluppa su 772 metri quadrati complessivi: 258.001 euro annui.

Sacchi: “Per l’Orchidea privilegiato l’ambito audiovisivo”

“Per la Casa Museo Boschi Di Stefano”, spiega l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, “i progetti dovranno sviluppare funzioni coerenti e in sinergia con il museo già attivo, nel rispetto delle caratteristiche dell’edificio. Per l’ex Cinema Orchidea, invece, saranno privilegiate proposte in grado di valorizzare gli interventi di recupero già realizzati e di offrire servizi culturali aperti al pubblico, con particolare attenzione, pur non esclusiva, all’ambito audiovisivo. Confermiamo così l’impegno a favorire il recupero di spazi pubblici e la loro restituzione alla cittadinanza attraverso nuove attività culturali, artistiche e creative, in grado di arricchire l’offerta culturale della città”.

Conte: l’immobile esce dal Piano delle Alienazioni

“Con questa delibera proseguiamo il percorso che, nel corso del mandato, ha guidato la valorizzazione del patrimonio comunale. Gli spazi pubblici sono una risorsa preziosa: non basta conservarli, occorre recuperarli, prendersene cura e restituirli alla città”, dichiara l’assessore al Demanio Emmanuel Conte. “Attraverso un percorso partecipato, il Comune raccoglie idee e progetti mediante manifestazioni di interesse, seleziona le proposte più valide e individua, con procedura pubblica, i soggetti cui affidare gli spazi sulla base dei criteri definiti dal bando.

Casa Museo Boschi Di Stefano e l’ex Cinema Orchidea sono due luoghi simbolici della cultura milanese e meritano un futuro all’altezza della loro storia. Per la Casa Museo Boschi Di Stefano questo provvedimento segna inoltre un passaggio significativo: l’immobile viene infatti sottratto al Piano delle Alienazioni per essere destinato stabilmente a una funzione culturale pubblica. L’obiettivo è valorizzarne l’identità, coinvolgendo operatori qualificati e rafforzando l’offerta culturale della città”.

Dal Palazzo dei Medici alla sala chiusa nel 2009: la parabola dell’Orchidea

L’edificio di via Terraggio insiste su un sedime di notevole spessore storico: i resti del Palazzo dei Medici quattrocentesco, che nel 1486 Gian Galeazzo Maria Sforza e Ludovico il Moro cedettero a Lorenzo de’ Medici perché ne ricavasse la propria residenza meneghina. Le stratificazioni successive hanno progressivamente alterato l’impianto originale, fino alla demolizione del 1895, che liberò l’area per il fabbricato attuale. Passato al patrimonio comunale nel 1935, l’immobile ha ospitato dal 1946 il Cinema Orchidea; ristrutturata nel 1984, la sala ha abbassato definitivamente il sipario nel 2009. Il progetto di recupero varato nel 2015 ha dovuto essere ricalibrato in corso d’opera: durante demolizioni e restauri sono infatti riemersi elementi di pregio, tra cui una volta affrescata e le pavimentazioni originarie.

Portaluppi, Boschi e Di Stefano: la storia della palazzina di via Jan

La Casa Museo occupa il primo piano di un edificio progettato tra il 1929 e il 1931 da Piero Portaluppi per l’impresa Radici-Di Stefano, entrato nella disponibilità del Comune nel 1974. Al suo interno trova posto una porzione della collezione di arte novecentesca messa insieme da Antonio Boschi e Marieda Di Stefano. Al piano terra, negli spazi comunali, operano invece la Scuola di Ceramica e la sede della Fondazione Boschi Di Stefano.

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