Milano celebra la memoria: un giardino dedicato alla partigiana Giuliana Gadola
Assessore Sacchi: “Ricordare la Resistenza e trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’antifascismo” Milano – Un nuovo luogo della memoria arricchisce il tessuto urbano di Milano. Il giardino situato tra via Torre, via Argelati e via dei Crollalanza, nel Municipio 6, porta il nome della partigiana Giuliana Gadola, figura simbolo della lotta per la libertà. […]
Assessore Sacchi: “Ricordare la Resistenza e trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’antifascismo”
Milano – Un nuovo luogo della memoria arricchisce il tessuto urbano di Milano. Il giardino situato tra via Torre, via Argelati e via dei Crollalanza, nel Municipio 6, porta il nome della partigiana Giuliana Gadola, figura simbolo della lotta per la libertà. L’intitolazione è la prima di una serie di nove spazi che la Giunta comunale ha deciso di dedicare alle donne partigiane milanesi, nell’ambito delle celebrazioni per l’80° Anniversario della Liberazione.
Alla cerimonia ha partecipato l’Assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi, sottolineando il valore di questa iniziativa per la memoria collettiva della città.
Un omaggio alla Resistenza e al sacrificio per la libertà
“Con l’intitolazione di questo giardino a Giuliana Gadola diamo simbolicamente il via alle celebrazioni per l’80° Anniversario della Liberazione”, ha dichiarato l’Assessore Sacchi. “Questo gesto non solo contribuisce a creare una rete di luoghi della memoria in città, ma rappresenta anche un tributo necessario alla Resistenza. È fondamentale continuare a ricordare il sacrificio di chi ha combattuto per la libertà di tutti e tramandare alle nuove generazioni il significato profondo dell’antifascismo”.
Chi era Giuliana Gadola: partigiana, scrittrice e attivista
Nata a Milano il 1º gennaio 1915, Giuliana Gadola Beltrami è stata una protagonista della Resistenza italiana, nonché scrittrice e poetessa impegnata nella valorizzazione del ruolo femminile nella lotta di Liberazione.
Nel 1936 sposò Filippo Maria Beltrami, architetto e ufficiale d’artiglieria, con cui si trasferì sul lago d’Orta nel 1942, dopo i bombardamenti su Milano. Qui, nel settembre 1943, Filippo organizzò una brigata partigiana, riconosciuta ufficialmente dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). Giuliana ebbe un ruolo chiave nel reperire fondi e mantenere i collegamenti con il movimento di Resistenza.
Il 18 dicembre 1943, rimase ferita in uno scontro a fuoco a Buccione. Dopo la morte del marito, ucciso in un’imboscata nel febbraio 1944, si rifugiò in Val d’Aosta con i figli, assumendo un’identità fittizia per proteggerli.
L’impegno nel dopoguerra e il ricordo della Resistenza femminile
Terminato il conflitto, Giuliana Gadola si dedicò alla scrittura e alla politica, aderendo nel 1953 al Movimento di Unità Popolare e poi al Partito Socialista Italiano. Fu in prima linea in battaglie civili come la legalizzazione dell’aborto e, all’interno dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), si impegnò nella valorizzazione del ruolo delle donne nella Resistenza.
Nel 1982, fondò il Coordinamento Femminile Nazionale dell’ANPI, promuovendo convegni e ricerche storiche. Tra le sue opere più importanti si ricordano:
- “Il Capitano” (1946), dedicato al marito Filippo Maria Beltrami
- “Volontarie della libertà” (1982), uno dei primi testi sulla partecipazione femminile alla Resistenza, scritto con Mirella Alloisio
Giuliana Gadola Beltrami si spense a Milano il 1º luglio 2005, lasciando un’eredità culturale e politica fondamentale per la memoria storica italiana.
Milano e il dovere della memoria
L’intitolazione di questo giardino si inserisce in un percorso di valorizzazione della memoria storica che il Comune di Milano porta avanti con determinazione. Dedicare luoghi pubblici alle figure della Resistenza significa mantenere viva la consapevolezza del passato e dei valori su cui si fonda la nostra democrazia.