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Categoria: ARTE - CULTURA

Milano Digital Week, la città diventa schermo: al MEET e sui led della Stazione Centrale la videoarte sugli oceani della China Academy of Art

Le opere selezionate dalla giuria passeranno dai LED Wall della Galleria delle Carrozze e dal centro di via Oglio prima di raggiungere Hangzhou, Changsha, Singapore e Amburgo. Il tema della quinta edizione è "The Liquid Commons"

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Durante la Milano Digital Week 2026 il MEET Digital Culture Center accoglie la nuova edizione del City Digital Skin Art Festival, concorso internazionale di videoarte promosso dalla China Academy of Art. Il meccanismo del progetto consiste nel portare i lavori di creativi under selezionati da una giuria internazionale sui grandi schermi a led di città europee e asiatiche, usando le superfici luminose urbane come spazio espositivo. A Milano le opere verranno proiettate in due luoghi: i LED Wall della Galleria delle Carrozze, alla Stazione Centrale, e la sede del MEET.


"The Liquid Commons": l'oceano come infrastruttura


Il tema della quinta edizione ruota attorno a una constatazione: l'oceano regola clima, ecosistemi, tecnologie e vita delle città, eppure per chi abita un centro urbano resta qualcosa di lontano e vagamente astratto, materia da documentario più che da politica pubblica.


Il concorso chiede agli artisti di intervenire proprio su quella distanza percettiva, restituendo l'oceano come bene comune visibile e leggibile. I filoni indicati vanno dalla scienza oceanografica ai mutamenti ambientali, dalla visualizzazione dei dati alle prospettive non umane, fino alle forme di osservazione tecnologica e agli scenari possibili per le società future.


La città come superficie: cosa significa "City Digital Skin"


Il concetto che dà il nome al festival tratta la città come una pelle dinamica, una superficie su cui far circolare contenuti culturali. Da qui l'interesse per le reti internazionali di schermi, che smettono di essere solo supporti pubblicitari e diventano un circuito espositivo distribuito. È un'impostazione che sposta il baricentro della fruizione: non è lo spettatore che entra in un museo, è l'opera che intercetta chi attraversa uno spazio di transito. La scelta della Galleria delle Carrozze, dove passano ogni giorno decine di migliaia di viaggiatori, va esattamente in questa direzione.


Da Milano a Hangzhou: dieci città e cinque Paesi


Dopo il passaggio milanese i video proseguiranno lungo il network globale del festival, che collega il capoluogo lombardo ad altri poli culturali in Asia e in Europa. Fra le tappe citate figurano Hangzhou e Changsha in Cina, Singapore e Amburgo in Germania, per un totale dichiarato di dieci città distribuite in cinque Paesi. L'organizzazione stima un'esposizione pubblica complessiva superiore ai cento milioni di persone.


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