Milano, il MUDEC accoglie il raro mosaico di piume del Cardinale Giulio Rospigliosi
Il MUDEC arricchisce le sue collezioni con un mosaico di piume del XVII secolo raffigurante il futuro Papa Clemente IX
Il MUDEC – Museo delle Culture di Milano ha ampliato la propria collezione permanente con un’opera straordinaria: il Ritratto del Cardinale Giulio Rospigliosi, un mosaico di piume realizzato da un anonimo artista messicano del XVII secolo. Il capolavoro raffigura il futuro Papa Clemente IX e sarà esposto nella sala dedicata alla Collezione Settala, all’interno del percorso permanente Milano Globale. Il mondo visto da qui.
Arte amanteca: tecnica e storia
Realizzato tra la seconda metà degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta del XVII secolo, il mosaico è un esempio raffinato di arte amanteca, una tecnica che combinava foglie di papel amatl su lastre di rame e piume variopinte di uccelli. Questa forma d’arte rappresenta uno dei più interessanti punti di incontro tra la cultura indigena messicana e la committenza europea nel periodo coloniale.
La maggior parte dei mosaici superstiti raffigura soggetti religiosi; rari sono i ritratti, tra cui quello del Cardinale Giulio Rospigliosi e del Papa Alessandro VII, rendendo l’opera milanese un reperto di eccezionale valore storico e artistico.
Acquisizione e collaborazione internazionale
L’acquisizione del mosaico è il risultato di lunghe ricerche e rigorose verifiche sulla provenienza, condotte con la collaborazione dell’Ambasciata del Messico in Italia. L’opera entra così a far parte delle Collezioni civiche di Milano, rafforzando il ruolo del museo come punto di riferimento per la valorizzazione del dialogo tra culture.
La presentazione ufficiale
La presentazione del mosaico si è tenuta alla presenza dell’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, che ha commentato: “Questa acquisizione conferma la vocazione del MUDEC come spazio di dialogo tra culture e arricchisce il patrimonio civico milanese, offrendo nuove opportunità di conoscenza e riflessione sulla storia globale delle arti.”