Milano in festa per gli 80 anni della Repubblica, Segre: “Il 2 giugno per me è legato alla vita”. Sala: “Gli italiani non lo sentono abbastanza”
Alzabandiera in piazza Duomo, 62 onorificenze in Prefettura e le parole della senatrice a vita: “Quella data per me è legata alla vita”
Milano ha celebrato gli 80 anni della Repubblica con la cerimonia dell’alzabandiera in piazza del Duomo, alla presenza del sindaco Giuseppe Sala, del prefetto Claudio Sgaraglia e del comandante del presidio militare, generale Silvano Frigerio. La bandiera di guerra del sesto Stormo dell’Aeronautica Militare ha sfilato sulle note dell’Inno di Mameli, eseguito dalla Fanfara composta dai militari della Prima Regione Aerea e del Terzo Reggimento Carabinieri Lombardia. L’evento è stato organizzato dalla Prefettura in collaborazione con il presidio militare di Milano.
Segre: “Questa data ce l’ho impresso nella carne”
La voce più intensa della giornata è quella della senatrice a vita Liliana Segre, presente alla cerimonia in Prefettura dove il prefetto Sgaraglia ha conferito le onorificenze al merito della Repubblica a 62 milanesi. “Per me il 2 giugno, la festa della Repubblica, è legata alla vita”, ha dichiarato la testimone della Shoah, ricordando che nel 1946 aveva 15 anni e non poteva ancora votare. “Quello che la mia famiglia ha vissuto perché il Re aveva firmato certe leggi, io ce l’ho impresso nella carne ancora adesso. Ero occupata a vivere e quindi per me il 2 giugno è legata alla vita”. Sul voto alle donne, Segre ha aggiunto: “È stato un momento storico per l’Italia perché la donna era considerata inferiore. Arrivare al punto che l’importanza dell’essere della donna arrivasse al voto significava che la società era cambiata”.
Sala: “Gli italiani non danno il peso sufficiente a questa festa”
Il sindaco Giuseppe Sala ha scelto toni più critici nei confronti del rapporto degli italiani con la ricorrenza. “È una festa importante, anche se penso che al 2 giugno a volte gli italiani non danno il peso sufficiente, non la sentono come forse dovrebbero, tra nostalgici dei tempi che furono e chi magari fa fatica ad accettare l’idea di patria, di tricolore”. Per Sala la festa “meriterebbe di più. Il referendum del 1946 ha avuto un senso fondamentale, consegnare la difesa della democrazia ai cittadini, ed è per questo che tutti dobbiamo sentire di più il 2 giugno”.
Fontana: “Rigenerare il rapporto tra cittadini e istituzioni”
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha affidato il proprio messaggio ai canali social, richiamando la necessità di rinnovare il legame tra istituzioni e cittadini. “La scelta di ottant’anni fa ha accompagnato il Paese nella sua crescita democratica e civile. Oggi come allora siamo chiamati a proporre idee per continuare a rendere il Paese vivo, giusto e proiettato al futuro”. Coerente con la sua visione autonomista, Fontana ha indicato nel federalismo la risposta concreta: “Avvicinare le istituzioni alle persone, valorizzare le eccellenze di ogni territorio, portare le decisioni là dove le comunità le richiedono è la strada più concreta per un’Italia più moderna e più giusta”.