Milano onora i nuovi “Giusti 2026” al Monte Stella
Al Giardino dei Giusti del Monte Stella saranno celebrati Calamandrei, Martin Luther King e attivisti per la pace e la libertà.
Il Giardino dei Giusti del Monte Stella si prepara a rendere omaggio a cinque figure che hanno lasciato un segno indelebile nella difesa dei diritti umani e della democrazia. Saranno Piero Calamandrei, Martin Luther King, Vivian Silver, Reem Al-Hajajreh e Aleksandra “Sasha” Skochilenko i nuovi Giusti 2026, scelti dall’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, composta da Fondazione Gariwo, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Comune di Milano.
La cerimonia ufficiale si terrà l’11 marzo 2026, sul tema “I Giusti per la democrazia. Dialogo e non violenza per costruire la pace”, un messaggio di straordinaria attualità in un tempo segnato da conflitti e intolleranze.
Difendere la democrazia, costruire la pace
Il filo rosso che lega i nuovi Giusti è la difesa della democrazia come spazio di libertà e responsabilità. Non una semplice struttura politica, ma una scelta etica e morale, fatta di dialogo, rispetto e impegno civile. In un mondo attraversato da populismi, guerre e violenze, le loro storie ricordano che la resistenza morale e la parola possono ancora sconfiggere l’odio.
La cerimonia del 2026 avverrà in un anno simbolico: a 80 anni dal referendum del 2 giugno 1946, che sancì la nascita della Repubblica Italiana e segnò la rinascita della democrazia dopo la dittatura.
I cinque Giusti del 2026
Piero Calamandrei – Giurista, politico e padre costituente, dedicò la vita alla difesa della Costituzione e dei valori antifascisti.
Martin Luther King – Simbolo mondiale della non violenza, lottò contro la segregazione razziale negli Stati Uniti, ispirando generazioni con la forza della parola.
Vivian Silver – Attivista israeliana per la pace e i diritti delle donne, uccisa da Hamas il 7 ottobre 2023 mentre promuoveva il dialogo tra israeliani e palestinesi.
Reem Al-Hajajreh – Attivista palestinese, fondatrice di Women of the Sun, si batte per l’emancipazione femminile e una soluzione pacifica del conflitto mediorientale.
Aleksandra “Sasha” Skochilenko – Artista russa che, opponendosi alla guerra in Ucraina con un atto di protesta pacifico, è stata arrestata per le sue idee di libertà.
“Il potere democratico dei senza potere può ancora salvare il mondo”
«Oggi chiunque può diventare custode della democrazia», afferma Gabriele Nissim, presidente della Fondazione Gariwo.
«Le figure che onoriamo – da Calamandrei e Martin Luther King a chi oggi in Russia e in Medio Oriente lotta per la pace – ci ricordano che la democrazia si difende ogni giorno, anche nei piccoli gesti di rispetto e dialogo. È dall’odio quotidiano che nascono i tiranni».
Anche la presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, ha sottolineato il valore di queste scelte:
«Le democrazie contemporanee hanno bisogno di riaffermare i principi che i Giusti hanno difeso anche con la vita. In un tempo in cui la violenza sembra prevalere, il loro esempio ci insegna che solo il dialogo può costruire la pace».
La memoria di Vera Vigevani Jarach, “madre coraggio” tra Shoah e Argentina
Il Giardino dei Giusti del Monte Stella ospiterà anche, il 22 ottobre, un momento di ricordo dedicato a Vera Vigevani Jarach, giornalista e testimone della Shoah, scomparsa il 3 ottobre. Sopravvissuta ai campi di sterminio, fu tra le Madres de Plaza de Mayo in Argentina, dove cercò la figlia Franca, una delle giovani desaparecidas.
Alle 9:30 sarà deposto un fiore sulla sua targa al Monte Stella, con gli interventi di Gabriele Nissim, Marco Vigevani e Roberta Osculati, vicepresidente del Consiglio comunale. Un gesto di memoria per una donna che ha unito due ferite della storia in un unico messaggio di giustizia, verità e umanità.
Un messaggio ai giovani: la democrazia si coltiva ogni giorno
Le celebrazioni del Giardino dei Giusti 2026 non saranno solo un tributo alla memoria, ma un invito rivolto alle nuove generazioni. Le scuole milanesi, come ogni anno, parteciperanno attivamente alla cerimonia, trasformando l’evento in un momento di educazione civile e di riflessione collettiva. Perché, come ricorda Nissim, «la democrazia vive solo se la si difende ogni giorno, con le parole, le azioni e il coraggio di restare umani».