Milano, protesta in Statale contro l’installazione Amazon durante la Design Week
Milano – Nella mattina del 9 aprile, l’Università Statale di Milano è stata teatro di una manifestazione studentesca contro la presenza di installazioni promozionali di grandi aziende, tra cui Amazon, in occasione della Design Week. Gli studenti dei collettivi Rebelot ed Ecologia Politica Milano hanno esposto diversi striscioni di protesta nel chiostro della Facoltà di […]
Milano – Nella mattina del 9 aprile, l’Università Statale di Milano è stata teatro di una manifestazione studentesca contro la presenza di installazioni promozionali di grandi aziende, tra cui Amazon, in occasione della Design Week. Gli studenti dei collettivi Rebelot ed Ecologia Politica Milano hanno esposto diversi striscioni di protesta nel chiostro della Facoltà di Farmacia, dove è stata allestita una delle installazioni.
“Spazi chiusi agli studenti, aperti alle multinazionali”: la denuncia degli attivisti
Uno degli striscioni recitava: “Aperto per Amazon, chiuso per gli studenti”, con riferimento al fatto che l’area in questione, solitamente inaccessibile al pubblico universitario per motivi di tutela storica, è stata eccezionalmente aperta per ospitare l’iniziativa sponsorizzata dal colosso dell’e-commerce. Gli attivisti contestano una gestione degli spazi considerata sbilanciata a favore di interessi privati.
“La Statale non è una vetrina”: contestata la presenza di aziende nella sede universitaria
Un secondo cartellone, affisso accanto all’installazione, riportava lo slogan: “La Statale non è una vetrina, fuori i privati da Unimi”. Secondo i manifestanti, l’ingresso di marchi come Amazon, McDonald’s e Disney all’interno del chiostro d’onore rappresenta un uso improprio e mercificato di uno spazio che dovrebbe essere dedicato alla didattica, alla ricerca e alla vita universitaria quotidiana.
“Serve un’università per chi la vive, non per il turismo e il marketing”
In una nota diffusa sui social, i collettivi hanno espresso il loro dissenso verso l’orientamento dell’ateneo. Accusando la governance universitaria di privilegiare logiche commerciali rispetto alle reali esigenze degli studenti. “L’università non è un parco giochi per turisti – si legge nel comunicato – ma uno spazio da vivere e curare, che deve rispondere alle comunità che la attraversano ogni giorno”.
Critica all’uso dell’ecologia come strumento di marketing
I gruppi studenteschi hanno inoltre puntato il dito contro il cosiddetto “greenwashing” delle multinazionali coinvolte. Accusandole di strumentalizzare temi ambientali a scopi pubblicitari, nonostante le loro attività siano, a detta dei manifestanti, in contrasto con i reali principi ecologici. “Ecologia significa rispetto e cura per il territorio – affermano – non campagne sostenibili di facciata finanziate da chi contribuisce alla crisi ambientale globale”.