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Categoria: ISTITUZIONI

Milano resta gemellata con Tel Aviv: il consiglio comunale respinge la sospensione, ma il Pd si spacca e la maggioranza si incrina

Con 21 voti contrari e 17 favorevoli, Palazzo Marino conferma il gemellaggio con la città israeliana. Decisivi i sei consiglieri di maggioranza che hanno votato contro la proposta dei Verdi.

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Nella serata di lunedì 18 maggio, il consiglio comunale di Milano ha respinto la proposta dei Verdi di sospendere il gemellaggio con Tel Aviv: 21 contrari, 17 favorevoli e un presente non partecipante. Un risultato che ribalta l’indicazione espressa a ottobre, quando il consiglio aveva votato per la sospensione a condizione che la tregua non reggesse, e che tiene Milano nella rete dei gemellaggi con la città israeliana.

A risultare determinanti sono stati i voti contrari di sei consiglieri di maggioranza: tre del Partito democratico (Roberta Osculati, Angelica Vasile e Alice Arienta) che ad ottobre avevano votato in senso opposto, e tre della Lista Sala (Mauro Orso, Gini Dupasquier e Marzia Pontone). Senza quei sei voti contrari, la sospensione sarebbe passata. La quasi totalità dei consiglieri di opposizione ha votato compattamente contro la proposta.

Il Pd si spacca: tredici a favore, tre contro

Il voto fotografa una frattura interna al Partito democratico difficile da ricucire in tempi brevi. Su 18 consiglieri dem, 13 hanno votato a favore della sospensione del gemellaggio, tre contro e due erano assenti. La capogruppo Beatrice Uguccioni ha richiamato il voto di ottobre – “che non ha trovato seguito ai piani superiori”, con riferimento esplicito al sindaco Beppe Sala – e ha parlato di “fermezza etica” nel tornare a chiedere ciò che si ritiene giusto, distinguendo con nettezza la sospensione del gemellaggio dall’interruzione del dialogo con i cittadini di Tel Aviv.

Sala, pur avendo garantito libertà di voto, si era esposto pubblicamente per il mantenimento del gemellaggio. Giulia Pastorella di Azione ha criticato il Pd per non aver trovato una sintesi di coalizione e per aver “disconosciuto la linea del sindaco”.

I Verdi perdono il voto ma non l’iniziativa politica

I numeri danno torto ai Verdi, ma la politica racconta un’altra storia. Nei giorni precedenti al voto, dai piani alti di Palazzo Marino erano arrivate accuse esplicite: insistere sulla sospensione del gemellaggio avrebbe significato “spaccare il centrosinistra”. Conquistando il sostegno della maggioranza del Pd, quella narrazione è crollata. I Verdi non sono usciti dall’aula come minoranza isolata e scomoda, ma come perno di un asse che ha scelto di marcare una distanza netta dall’indirizzo del sindaco Sala. Ridisegnando di fatto gli equilibri interni alla coalizione su un tema di politica internazionale.

Al voto si è sovrapposta anche una nota di commozione. Presentando il testo, la consigliera Francesca Cucchiara ha ricordato Carlo Monguzzi, consigliere Verde recentemente scomparso, con parole che hanno pesato sull’atmosfera dell’aula: “È stata l’ultima battaglia condivisa con Carlo. Prima che se ne andasse gli abbiamo promesso che l’avremmo portata fino in fondo”.

Tensione in aula durante l’intervento di Nahum

La serata ha avuto il suo momento più teso quando ha preso la parola Daniele Nahum di Azione, esponente della comunità ebraica milanese, che nei giorni precedenti aveva annunciato l’uscita dalla maggioranza in caso di approvazione della sospensione. Non appena Nahum ha negato che la tregua a Gaza si fosse rotta, dalle tribune riservate al pubblico sono partite urla e insulti: c’è chi lo ha apostrofato come “fascista”, chi gli ha gridato che le sue parole equivalevano a “negare la Shoah”. I vigili urbani sono dovuti intervenire per accompagnare all’esterno le persone più agitate. Nel mezzo del caos, il consigliere Manfredi Palmeri di Noi Moderati si è più volte alzato dal proprio posto per fronteggiare direttamente i contestatori, con scambi accesi che hanno ulteriormente alzato la temperatura dell’aula.

Le reazioni dopo il voto

Le tre consigliere dem contrarie alla sospensione hanno difeso la loro scelta richiamando il valore originario dei gemellaggi: “Esistono donne e uomini israeliani e palestinesi che rifiutano la logica dell’odio permanente. Se loro hanno il coraggio di stare insieme, chi siamo noi per spezzare questo filo?”. Nahum ha parlato di “bellissima notizia per la città”, mentre Pastorella ha precisato di condannare “senza riserve” le violenze del governo Netanyahu pur avendo votato contro: “I gemellaggi sono nati come canali di diplomazia culturale. Usarli come punizione politica ne tradisce la natura”. Dal centrodestra, Samuele Piscina della Lega ha parlato di “spaccatura insanabile” destinata a “paralizzare l’azione amministrativa di una coalizione ormai polverizzata dalle sue stesse contraddizioni”.

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