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Categoria: ARTE - CULTURA

Milano ricorda le 21 madri costituenti: il convegno promosso dall’Università Cattolica sulle donne e Assemblea Costituente

Il 2 giugno 1946 ventuno donne furono elette tra i 556 componenti dell’Assemblea. Tra loro Laura Bianchini, Filomena Delli Castelli e Nilde Iotti, tutte laureate alla Cattolica.

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Milano ha dedicato un convegno alle donne che nel 1946 sedettero all’Assemblea Costituente e contribuirono a scrivere quella che monsignor Mario Delpini ha definito “la Costituzione migliore del mondo”. L’iniziativa, intitolata “Donne e Costituente”, si è tenuta nella sede del Comune di Milano ed è stata promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con l’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori.

Ventuno su 556: questa la proporzione con cui le donne entrarono nell’Assemblea Costituente eletta il 2 giugno 1946. Nove provenivano dalla Democrazia Cristiana, nove dal Partito Comunista, due dal Partito Socialista e una dal Fronte dell’Uomo Qualunque. Tra loro figuravano Laura Bianchini, Filomena Delli Castelli e Nilde Iotti, tutte e tre laureate proprio all’Università Cattolica.

Delpini: “Un patrimonio da consegnare alle generazioni future”

L’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha collocato il ricordo di queste donne in una dimensione insieme storica e spirituale. “Le donne della Costituente hanno un patrimonio da consegnarci che è anzitutto la Carta Costituzionale e quindi le storie, le idee, le culture, le fedi che hanno generato” quel testo fondativo, ha affermato. Il presule ha definito il ricordo delle ventuno costituenti “un doveroso tributo di gratitudine, un’occasione per interrogare uno snodo cruciale nella storia d’Italia” e “un’esperienza spirituale che fa percepire un senso di comunione e di appartenenza a un mondo di valori che qualificano la nostra vita di Italiani”.

Sala e Beccalli: memoria e battaglie ancora aperte

Il sindaco Giuseppe Sala ha sottolineato come le madri costituenti abbiano portato alla carta democratica “con la loro passione e i loro valori”, invitando a non dimenticarne il contributo. La rettrice della Cattolica Elena Beccalli ha invece proiettato il convegno verso il presente, ricordando che restano ancora numerosi fronti aperti: la parità salariale, la presenza femminile nei ruoli di vertice, l’autonomia finanziaria delle donne. “Ricordare il loro impulso fondativo è un modo per conoscere e farsi ispirare dalla tenacia con la quale hanno condotto battaglie decisive, alle quali dobbiamo continuare a guardare con ammirazione”, ha rimarcato la rettrice.

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