Milano ricorda Sergio Ramelli a 50 anni dalla sua scomparsa: attese duemila persone al corteo commemorativo
Martedì 29 aprile la città celebra il cinquantesimo anniversario della morte del giovane militante del Fronte della Gioventù, con una manifestazione che attraverserà le vie simboliche della sua storia Milano – Ricorre martedì 29 aprile 2025 il cinquantesimo anniversario dalla morte di Sergio Ramelli, giovane studente milanese di 18 anni e attivista del Fronte della […]
Martedì 29 aprile la città celebra il cinquantesimo anniversario della morte del giovane militante del Fronte della Gioventù, con una manifestazione che attraverserà le vie simboliche della sua storia
Milano – Ricorre martedì 29 aprile 2025 il cinquantesimo anniversario dalla morte di Sergio Ramelli, giovane studente milanese di 18 anni e attivista del Fronte della Gioventù, all’epoca espressione giovanile del Movimento Sociale Italiano. Ramelli morì il 29 aprile 1975, dopo settimane di agonia seguite a una violenta aggressione avvenuta sotto casa sua. L’attacco fu compiuto da un gruppo di militanti dell’area dell’estrema sinistra extraparlamentare, riconducibili ad Avanguardia Operaia.
Il corteo commemorativo da via Ponzio a via Paladini
Come ogni anno, anche il 2025 vede lo svolgersi a Milano del corteo commemorativo in memoria di Ramelli. Secondo le stime della Questura, sono attese circa duemila persone. Il corteo partirà da via Ponzio, nei pressi di piazzale Gorini, e si concluderà in via Paladini, luogo in cui Ramelli abitava. Alla manifestazione prendono parte diverse realtà del panorama della destra radicale e neofascista, tra cui CasaPound, Forza Nuova, Rete dei Patrioti e Lealtà Azione.
Il messaggio della Presidente Meloni: “Un simbolo per intere generazioni”
Nel corso del convegno intitolato “Sergio Ramelli. Il coraggio delle idee”, è stato trasmesso un videomessaggio della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La premier ha ricordato Ramelli come “una persona libera in un tempo difficile, dove essere liberi richiedeva coraggio”. Meloni ha definito la sua uccisione “una morte assurda e brutale”, diventata col tempo simbolo di riflessione e memoria per molte generazioni di militanti e cittadini.
Il dibattito sull’intitolazione di una via e la presa di distanza dai saluti romani
Il Ministro del Turismo, Daniela Santanché, è intervenuta pubblicamente auspicando l’intitolazione di una via o piazza milanese a Ramelli, definendola “una scelta di superamento dell’odio”. Ha però preso le distanze da alcune forme rituali ricorrenti durante i cortei, come il saluto romano e il cosiddetto “rito del presente”, ribadendo che “non rappresentano Fratelli d’Italia” e non aiutano a favorire la riconciliazione civile.