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Categoria: ISTITUZIONI

Milano si riprende 30 immobili dopo 20 anni: addio ai fondi BNP Paribas, 170 case per il Piano Casa

Il rogito che chiude una stagione di dismissioni

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Con il rogito firmato dalla Direzione Demanio e Patrimonio, tornano nella disponibilità del Comune di Milano 30 immobili venduti tra il 2007 e il 2010 dall'Amministrazione guidata all'epoca dal sindaco Letizia Moratti ai fondi immobiliari gestiti da BNP Paribas. L'operazione segna la chiusura di un percorso opposto a quello avviato oltre sedici anni fa, quando 141 proprietà comunali, per un valore complessivo di 355 milioni di euro, furono cedute a due veicoli finanziari, il Fondo Milano I e il Fondo Milano II.


Il patrimonio che rientra a Palazzo Marino comprende due edifici storici, entrambi oggi sedi di ANPI e di associazioni del territorio: l'ex Municipio di Crescenzago e una palazzina d'inizio Novecento ad Affori. A questi si aggiungono diversi stabili di edilizia popolare con decine di appartamenti attualmente liberi, spazi destinati a servizi e circa 40 ettari di terreni agricoli.


Le parole dell'assessore Conte sul cambio di paradigma


"Con questa operazione chiudiamo definitivamente una stagione iniziata quasi vent'anni fa, una fase nella quale il patrimonio pubblico veniva gestito prevalentemente attraverso strumenti finanziari pensati per la dismissione", spiega l'assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa Emmanuel Conte. "Oggi quella stagione si conclude. Da oggi questi beni tornano a essere parte di un progetto di città. Passiamo dalla logica della dismissione indistinta a quella della valorizzazione pubblica bene per bene. Il patrimonio comunale non è un portafoglio finanziario: è uno degli strumenti con cui una città costruisce casa, lavoro, servizi e comunità".


Circa 170 appartamenti a sostegno del Piano Casa


Tra i beni recuperati figurano circa 170 appartamenti che andranno a rafforzare il Piano Straordinario Casa del Comune di Milano, ampliando l'offerta di abitazioni destinate all'affitto a canone accessibile. Gli edifici già radicati nella vita dei quartieri, come l'ex municipio di Crescenzago e la palazzina di Affori, manterranno invece la propria vocazione sociale, con una valorizzazione che rispetterà la funzione storica degli immobili e le richieste avanzate dai Municipi e dal territorio.


I circa 40 ettari di terreni agricoli tornati in mano pubblica saranno valorizzati come patrimonio produttivo, ambientale e sociale, attraverso progetti orientati a sostenere l'attività agricola, la cura del territorio e il coinvolgimento di imprese, cooperative e realtà del Terzo settore.


Dalla vendita alla riappropriazione: la parabola dei due fondi


"Il ritorno degli immobili nella piena disponibilità del Comune", prosegue Conte, "consentirà di destinarli direttamente alle politiche pubbliche e non all'obiettivo prioritario della vendita previsto dai fondi immobiliari". L'operazione capovolge di fatto quella avviata oltre sedici anni fa, quando il patrimonio comunale conferito ai due fondi gestiti da BNP Paribas fu progressivamente venduto sul mercato. Tra gli immobili ceduti nel corso degli anni figurano spazi di pregio come il palazzo di Porta Romana 8, venduto per 37 milioni di euro, l'edificio di via Bagutta, ceduto per 26 milioni, oltre a corso XXII Marzo 22 e agli stabili di via Mascagni, via Morigi, corso Como, via Scaldasole e via Anfiteatro.


Un portafoglio residuo da 35 milioni tornato all'Amministrazione


Il patrimonio residuo, oggi stimato in 35 milioni di euro, è rientrato nella disponibilità dell'Amministrazione grazie a un percorso avviato con una delibera proposta dallo stesso assessore Conte e approvata dal Consiglio comunale nel 2022. La procedura si è sviluppata nel corso dell'intero mandato amministrativo, per concludersi ieri con la firma definitiva del rogito.


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