Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Categoria: ISTITUZIONI

Milano, Verdi contro Sala sul gemellaggio con Tel Aviv: maggioranza divisa e tensione massima a Palazzo Marino

La decisione del sindaco Giuseppe Sala di non procedere alla sospensione immediata dell’accordo istituzionale ha provocato una dura reazione da parte dei consiglieri dei Verdi

Di –

Alta tensione nel Consiglio comunale di Milano durante la seduta di lunedì 20 aprile, segnata da uno scontro politico interno alla maggioranza sul tema del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. La decisione del sindaco Giuseppe Sala di non procedere alla sospensione immediata dell’accordo istituzionale ha provocato una dura reazione da parte dei consiglieri dei Verdi, culminata in una protesta simbolica all’interno dell’aula.

I rappresentanti ambientalisti Francesca Cucchiara e Tommaso Gorini hanno esposto una bandiera palestinese, mostrato magliette con la scritta “Rispettate il consiglio comunale” e occupato il tavolo dei funzionari, mentre dalla tribuna del pubblico si levavano contestazioni parallele.

Il nodo politico: la richiesta di sospendere il gemellaggio con Tel Aviv

Al centro dello scontro vi è il voto espresso dal Consiglio comunale nell’ottobre 2025, quando l’aula si era pronunciata a favore della sospensione del gemellaggio con Tel Aviv. Una decisione che, secondo i Verdi, non avrebbe avuto seguito concreto da parte dell’amministrazione. In mattinata Sala aveva dichiarato di essere disponibile a recepire l’indirizzo del Consiglio solo in presenza di una nuova votazione formale e senza condizioni aggiuntive. Una posizione interpretata dagli alleati come un rinvio politico e istituzionale.

L’attacco dei Verdi: “Tradita la volontà dell’aula”

Nel suo intervento, la consigliera Francesca Cucchiara ha accusato il sindaco di aver ignorato l’indirizzo democratico già espresso dal Consiglio, contestando anche la motivazione legata alla tregua in Medio Oriente. Secondo l’esponente ecologista, il dialogo tra città potrebbe proseguire anche senza il mantenimento del gemellaggio formale, che a suo avviso rappresenta anche una relazione economica e simbolica non più sostenibile nel contesto attuale.

Dura anche la posizione dell’eurodeputata Benedetta Scuderi, che ha parlato di una rottura tra la giunta e il Consiglio comunale, sostenendo la necessità di coerenza tra le posizioni assunte a livello nazionale e quelle adottate nelle istituzioni locali.

Sala sotto pressione: il sindaco chiede un nuovo passaggio consiliare

La linea del sindaco punta invece su un nuovo pronunciamento dell’aula, ritenuto necessario per confermare formalmente l’orientamento politico già espresso mesi fa. Una posizione che mira a rafforzare la legittimità istituzionale di una decisione delicata sul piano diplomatico e politico. Tuttavia, questa richiesta non ha convinto né i Verdi né parte del Partito Democratico, aprendo un fronte inatteso all’interno della coalizione di centrosinistra.

Il Pd prende le distanze: “Non si vota due volte la stessa cosa”

A segnare un passaggio politico rilevante è stato l’intervento della capogruppo del Pd Beatrice Uguccioni, che ha escluso la possibilità di riproporre un nuovo documento sullo stesso tema. Secondo il Partito Democratico, il Consiglio si è già espresso chiaramente e non sarebbe credibile tornare in aula per ribadire quanto già deliberato. Una posizione che conferma il disagio crescente anche nel principale partito di maggioranza.

Azione e Riformisti all’attacco dei Verdi

Sul fronte opposto, i consiglieri di Azione e dei Riformisti hanno criticato duramente la protesta dei Verdi, accusandoli di destabilizzare la maggioranza e di usare il tema internazionale come strumento di pressione politica interna. Daniele Nahum ha chiesto esplicitamente una verifica di maggioranza, sostenendo che chi annuncia di non votare più le delibere della giunta si collochi di fatto all’opposizione. Toni duri anche da parte di Giulia Pastorella, che ha denunciato una situazione di ricatto politico all’interno della coalizione.

Condividi questo articolo

Altre notizie