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Milano verso la guida autonoma: intesa con Niulinx per navette e auto senza conducente in città

Protocollo siglato durante Mobidays fra Palazzo Marino e la spin-off del Politecnico. Percorso a tappe che parte dal nulla osta ministeriale e arriva ai servizi per anziani, minori e persone con disabilità.

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Il Comune di Milano e Niulinx, scale-up nata dal Politecnico, hanno firmato un'intesa triennale per introdurre la guida autonoma nella mobilità cittadina. Il documento è stato sottoscritto giovedì 17 settembre al Castello Sforzesco, a margine di Mobidays, la rassegna sulla mobilità promossa da Palazzo Marino, al termine dell'intervista "Il sistema tecnologico che rende possibile la guida autonoma" condotta dall'assessora alla Mobilità Arianna Censi. Lo schema del protocollo era passato in Giunta l'8 settembre; l'accordo è rinnovabile e non comporta oneri finanziari per nessuna delle due parti.


Otto tappe, dal nulla osta alla flotta


La collaborazione nasce come sequenza scandita in otto passaggi. Si parte dalla richiesta di autorizzazione per sperimentare su strade aperte al traffico, prevista dal decreto ministeriale 70/2018 sulle "Smart Road". Si arriva, all'altro capo del percorso, all'eventuale entrata in servizio stabile di flotte a guida autonoma, condizionata però all'omologazione dei veicoli, che oggi non c'è. Nel mezzo si colloca la fase più delicata: una sperimentazione riservata in via prioritaria a chi più fatica a spostarsi, ossia anziani, persone con disabilità e minori, condotta senza operatore di sicurezza a bordo.


Verso nuovi servizi


Il testo individua alcune applicazioni concrete che la tecnologia potrebbe abilitare in città: trasporto a chiamata, collegamenti di primo e ultimo miglio verso le fermate del trasporto pubblico, navette dirette a poli sanitari, scolastici e culturali. Tutte funzioni che riguardano i vuoti della rete, quelli che il mezzo pubblico tradizionale copre male per orari, densità o distanza dalla fermata. Comune e azienda cercheranno inoltre insieme fondi nazionali ed europei, e lavoreranno a posizionare Milano come banco di prova di rilievo continentale, anche attraverso la candidatura all'iniziativa ADACities.


Un comitato per misurare i risultati


L'attuazione è affidata a un Comitato di Coordinamento congiunto, con un referente unico per ciascuna parte e riunioni almeno trimestrali. Compito dell'organismo è sorvegliare l'avanzamento delle fasi e stabilire gli indicatori su cui giudicare l'esperimento: sicurezza, qualità del servizio, impatto sociale. È il passaggio che distingue un protocollo operativo da un annuncio, perché fissa in anticipo i parametri che diranno se funziona.


Censi: "Autonomia di movimento per chi oggi non ce l'ha"


"Con questo Protocollo il Comune di Milano conferma il proprio impegno a sperimentare, in modo responsabile e condiviso, le tecnologie che possono rendere la mobilità urbana più sicura, accessibile e inclusiva", ha dichiarato Censi. "La guida autonoma non è solo innovazione tecnologica: è un'opportunità concreta per garantire autonomia di movimento anche alle categorie più fragili della città".


Sul fronte aziendale, Gian Marco Felice, presidente del consiglio di amministrazione di Niulinx, ha parlato di un modello pensato per l'uso reale: "Il nostro modello Robo-Sharing è pensato proprio per essere integrato nei contesti urbani reali, in piena sicurezza: questo accordo ci permette di lavorare insieme all'Amministrazione per costruire, passo dopo passo, il percorso che porterà la guida autonoma nelle città italiane".


Chi è Niulinx e come funziona il Robo-Sharing


L'azienda è una scale-up nata come spin-off del Politecnico di Milano e sviluppa software per la guida autonoma di livello 4 secondo la scala SAE. Il suo Robo-Sharing applica l'autonomia solo a una parte del tragitto: l'auto raggiunge da sola l'utente, a bassa velocità e con l'abitacolo vuoto, poi viene guidata normalmente fino a destinazione. Una formula che aggira il nodo più esposto della tecnologia, la presenza di passeggeri in un veicolo senza guidatore. Niulinx ha sede a Cernusco sul Naviglio e una società in Germania a Monaco di Baviera, impiega una cinquantina fra ingegneri e ricercatori e ha chiuso un round da 38 milioni di euro con A2A e CDP Venture Capital. Le sperimentazioni autorizzate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono in corso a Brescia e Cernusco, con il lancio commerciale previsto proprio da Brescia una volta ottenuta l'omologazione L4.


Il precedente del Living Lab


Per Palazzo Marino non è un esordio. Il Comune ha già lavorato sulla guida autonoma nel progetto Living Lab finanziato dal Pnrr, che ha portato a sperimentazioni e valutazioni di queste tecnologie in ambiente urbano reale. Il quadro di riferimento resta il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, insieme agli obiettivi europei su decarbonizzazione e accessibilità.


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