Milano verso una legge speciale: accordo trasversale in Regione per dare più poteri e autonomia al capoluogo lombardo
Regione Lombardia approva una mozione condivisa: parte il percorso per una legge speciale che rafforzi Milano e la Città Metropolitana.
Un primo, significativo passo è stato compiuto a Palazzo Pirelli: il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una mozione bipartisan che apre ufficialmente il percorso verso una legge speciale per Milano. Il tema sarà ora approfondito nelle Commissioni Affari istituzionali e Autonomia, con l’obiettivo di arrivare a una proposta da sottoporre all’Aula regionale e successivamente al Parlamento.
L’idea di fondo è dotare Milano, la Città Metropolitana e gli enti locali lombardi di assetti istituzionali più adeguati alle sfide economiche, sociali e internazionali che il territorio si trova ad affrontare.
Perché serve un nuovo assetto istituzionale
Secondo i promotori, Milano è oggi una metropoli europea che continua però a essere governata con strumenti pensati per realtà ordinarie. Innovazione, attrazione degli investimenti, sviluppo economico, politiche del lavoro, sicurezza e urbanistica richiedono competenze rafforzate e tempi decisionali più rapidi.
Dal Partito Democratico, Emilio Del Bono e Pietro Bussolati sottolineano come un nuovo assetto non sarebbe utile solo al capoluogo, ma all’intera Lombardia: una Milano più autonoma consentirebbe una distribuzione più equilibrata di risorse e politiche, a patto che la riforma riguardi tutta la Città Metropolitana e includa una vera autonomia finanziaria.
La Lega: “Milano deve correre come le capitali europee”
Soddisfazione anche dalla Lega, che rivendica il rafforzamento dei poteri del capoluogo. Per la consigliera regionale Silvia Scurati, Milano è una locomotiva economica nazionale che deve poter competere alla pari con le grandi città europee. La visione leghista punta a una Milano con caratteristiche simili a una “Città-Stato”, capace di ridurre la burocrazia, accelerare i processi decisionali e intervenire con maggiore efficacia su urbanistica, commercio e sviluppo economico. Centrale, secondo la Lega, anche il confronto su una legge speciale analoga a quella per Roma Capitale, nel quadro più ampio della riforma autonomista.
Fratelli d’Italia: sussidiarietà e autonomia fiscale
Anche Fratelli d’Italia sostiene l’avvio del percorso. I consiglieri regionali Matteo Forte e Marco Bestetti evidenziano come il tema di Milano non sia localistico, ma inserito nel più ampio ridisegno istituzionale del Paese. Un dato su tutti rafforza la richiesta: l’area dell’ex provincia di Milano genera circa un quarto del PIL nazionale. Tuttavia, per FdI, i nuovi poteri dovranno poggiare su due pilastri chiave: sussidiarietà e autonomia fiscale. L’obiettivo non è replicare in scala locale il centralismo statale, ma valorizzare il ruolo di imprese, privati e Terzo settore, soprattutto nei processi di rigenerazione urbana.
Il prossimo passo: audizioni e confronto con il territorio
Ora la parola passa alle Commissioni competenti, che avvieranno un ciclo di audizioni con stakeholder, associazioni di categoria e parti sociali. Il clima, assicurano tutte le forze politiche, è di ampia disponibilità al confronto. L’obiettivo finale è costruire una proposta condivisa che consenta a Milano di essere più competitiva a livello globale, senza creare privilegi, ma garantendo efficienza amministrativa e risposte concrete ai cittadini. Una riforma che, se approvata, potrebbe ridefinire il ruolo del capoluogo lombardo nel sistema istituzionale italiano.