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Categoria: ARTE - CULTURA

ModArchive, alla Cattolica nasce l’archivio digitale della moda tra Italia e Francia dal 1900 al 1946

Milano presenta un nuovo hub culturale dedicato alla memoria della moda europea

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L’Università Cattolica di Milano apre una nuova finestra sulla storia del costume e dell’editoria specializzata con ModArchive, piattaforma open access dedicata a riviste, cataloghi e materiali della moda pubblicati tra il 1900 e il 1946. Il portale sarà presentato domani, 21 aprile, presso il Polo San Francesco dell’ateneo milanese, in un incontro pubblico che unirà ricerca accademica, innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio storico. Accanto alla presentazione del progetto, saranno esposti anche alcuni abiti d’epoca provenienti dalla collezione Cerratelli, creando un dialogo diretto tra fonti documentarie e testimonianze materiali della moda del Novecento.

Un archivio digitale che collega Milano, Parigi e la ricerca italiana

ModArchive nasce all’interno del progetto Prin Flatif (2021-2025), coordinato dall’Università Cattolica come capofila, con la partecipazione delle università Roma Tre, Napoli Parthenope e Verona. L’iniziativa è stata sviluppata in collaborazione con il DataLab della Bibliothèque Nationale de France e con l’Accademia della Crusca.

Il risultato è una piattaforma bilingue, in italiano e francese, pensata per mettere in relazione due tradizioni fondamentali della moda europea: quella italiana e quella francese. L’obiettivo non è soltanto conservare documenti, ma renderli interrogabili, comparabili e accessibili a studiosi, professionisti e appassionati.

Riviste di moda storiche online: cosa contiene ModArchive

Il portale consente di consultare un vasto patrimonio digitalizzato composto da: riviste di moda storiche, cataloghi commerciali, manuali tecnici, testi specialistici, immagini e illustrazioni d’epoca. L’arco cronologico coperto, dal 1900 al 1946, comprende decenni cruciali per l’evoluzione del gusto, dell’industria tessile, della comunicazione pubblicitaria e del ruolo sociale dell’abbigliamento. Si tratta di anni in cui la moda cambia linguaggi, mercati e simboli, attraversando Belle Époque, guerre mondiali e nascita della modernità industriale.

Intelligenza artificiale e moda storica: come funziona la piattaforma

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda l’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale applicati allo studio delle fonti storiche. Tra le principali sezioni del portale figurano:

  • ModTerm, banca dati terminologica dedicata al lessico della moda
  • ModScape, sistema di esplorazione visuale del corpus documentario
  • percorsi tematici dedicati alle parole della moda e alla loro evoluzione

Le tecnologie implementate permettono ricerche per similarità tra immagini, riconoscimento di elementi visivi e analisi semantica dei contenuti. In questo modo, l’utente può seguire l’evoluzione di un capo, di un accessorio o di un termine tecnico attraverso decenni di pubblicazioni.

La moda letta come sistema culturale complesso

Secondo i promotori del progetto, Flatif introduce un nuovo metodo di studio della moda: non più osservata come semplice successione di tendenze, ma come sistema complesso composto da testi, immagini, mestieri, simboli e trasformazioni sociali. L’analisi diacronica consente infatti di seguire nel tempo la nascita, la diffusione e il cambiamento di parole, oggetti e professioni del settore. Un approccio interdisciplinare che unisce linguistica, studi culturali, digital humanities e strumenti computazionali.

Perché ModArchive può diventare un riferimento internazionale

L’apertura di archivi specializzati accessibili gratuitamente rappresenta oggi una delle frontiere più rilevanti della ricerca universitaria. ModArchive si inserisce in questo scenario con una proposta che unisce rigore scientifico e accessibilità pubblica. Per studiosi della lingua, storici del costume, designer, archivisti e operatori del settore fashion, la piattaforma può diventare un punto di riferimento per comprendere come la moda europea abbia costruito il proprio immaginario tra Novecento e contemporaneità.

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