Museo del Fumetto di Milano: riaperto il dialogo con il Comune dopo il rischio chiusura
Milano – Dopo settimane di incertezza e il timore concreto di dover chiudere i battenti, si apre uno spiraglio positivo per il Museo del Fumetto di Milano. Grazie all’intervento dell’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e alla disponibilità della Fondazione Franco Fossati, che gestisce lo Spazio WOW, è stato avviato un confronto costruttivo che punta a […]
Milano – Dopo settimane di incertezza e il timore concreto di dover chiudere i battenti, si apre uno spiraglio positivo per il Museo del Fumetto di Milano. Grazie all’intervento dell’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e alla disponibilità della Fondazione Franco Fossati, che gestisce lo Spazio WOW, è stato avviato un confronto costruttivo che punta a garantire la continuità dell’attività culturale.
Una crisi sfiorata: il nodo della fideiussione e l’intimazione allo sgombero
Alla base del contenzioso tra la Fondazione e il Comune c’era la richiesta, da parte dell’amministrazione, di una fideiussione bancaria per coprire eventuali debiti pregressi. Tuttavia, come sottolineato dal presidente Luigi Bona, tale soluzione si è rivelata irrealizzabile: la banca richiedeva infatti una garanzia di permanenza pluriennale nei locali per poter emettere la fideiussione, ma il Comune subordinava questa stessa permanenza all’ottenimento della fideiussione. Una situazione paradossale che ha alimentato l’impasse.
L’intervento dell’assessore Sacchi e la proposta dell’Avvocatura
È stato solo dopo la diffusione pubblica della notizia della scadenza della concessione, lo scorso aprile, che si è arrivati a un primo tavolo di confronto tra la Fondazione, l’Avvocatura comunale e i funzionari della Direzione Cultura. Da questo confronto è nata una proposta condivisa per estinguere il debito pregresso e permettere al museo di proseguire le attività fino alla pubblicazione del nuovo bando.
Un colpo di scena inaspettato: l’intimazione del 4 giugno
Nonostante i segnali positivi e l’accordo in via di definizione, il 4 giugno la Direzione Cultura ha emesso un’ingiunzione formale di sgombero entro il 15 dello stesso mese. Solo dopo un nuovo comunicato della Fondazione e la mobilitazione pubblica, la stessa Direzione ha ritrattato, concedendo la permanenza temporanea del museo fino all’assegnazione definitiva dei locali, previa corresponsione dell’affitto per il periodo di occupazione.
Il bar, le criticità strutturali e il futuro: verso una soluzione condivisa
La Fondazione precisa che l’unica attività commerciale vera e propria è il bar interno, il cui affitto (3.375 euro mensili + IVA) rappresenta solo il 10% del bilancio complessivo del museo. Il bookshop, invece, è considerato parte integrante dell’area culturale. Bona ha anche ricordato le numerose criticità strutturali dell’edificio, spesso risolte dalla Fondazione stessa con interventi d’emergenza, nonostante la responsabilità dell’immobile ricada sul Comune.
Nonostante le incomprensioni iniziali e alcune tensioni residue, il clima attuale è improntato alla collaborazione. Il Museo del Fumetto spera ora di essere finalmente riconosciuto come parte integrante del panorama culturale milanese, non solo come soggetto locatario, ma come punto di riferimento per la promozione del fumetto e della cultura pop.