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Nasce a Milano “I Go Italian”: il network globale che tutela la vera cucina italiana riconosciuta dall’UNESCO

Presentato a Milano il progetto I Go Italian: una rete internazionale di ristoratori che valorizza la cucina italiana Patrimonio UNESCO.

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Dopo il riconoscimento ufficiale della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità UNESCO, prende forma un progetto che punta a trasformare questo titolo in un impegno concreto. Si chiama “I Go Italian” ed è il primo network internazionale di ristoratori e operatori della gastronomia italiana uniti da un codice etico condiviso.

L’obiettivo è chiaro: tutelare, raccontare e rendere riconoscibili nel mondo le realtà che rispettano davvero i valori, le pratiche e l’identità della cucina italiana autentica.

Il lancio ufficiale a Milano

Il progetto sarà presentato giovedì 15 gennaio 2026 alle ore 11, presso la sede di Assolombarda a Milano (via Chiaravalle 8). All’evento parteciperanno numerosi ristoratori italiani e internazionali, molti dei quali arriveranno appositamente dagli Stati Uniti e dall’Europa per firmare l’adesione al network. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Made in Sicily ETS, realtà impegnata da anni nella valorizzazione dell’identità italiana nel mondo, oggi estesa all’intero patrimonio gastronomico nazionale.

Un’insegna che certifica impegno e identità

“I Go Italian” non è solo una rete, ma anche un marchio distintivo. Le insegne aderenti adottano una targa ufficiale che certifica il rispetto dei principi UNESCO e l’adesione a un percorso di qualità, trasparenza e responsabilità culturale.

La prima insegna è stata consegnata il 10 gennaio 2026 a Bisso Bistrot, nel cuore di Palermo. Il locale, nato negli spazi di un’antica libreria storica ai Quattro Canti, incarna perfettamente l’idea di cucina come racconto, memoria e processo culturale, alla base del riconoscimento UNESCO.

I ristoratori come ambasciatori culturali

Alla base di “I Go Italian” c’è una visione condivisa: i ristoratori sono i veri ambasciatori dell’Italia nel mondo. Non solo interpreti del gusto, ma custodi di tradizioni, saperi e relazioni sociali. Decine di professionisti hanno già aderito, provenienti da città simbolo della ristorazione italiana all’estero come Amburgo, Los Angeles, Boston, Rotterdam, Berlino, Londra, Chicago, Melbourne, Tokyo, Dubai, Seattle, San Francisco e Ibiza, oltre a una rete sempre più ampia di eccellenze italiane sul territorio nazionale.

Una rete globale di eccellenze italiane

Tra le adesioni internazionali figurano nomi che hanno segnato la diffusione della cucina italiana autentica nel mondo: storici ristoranti di Chicago, pionieri della gastronomia italiana in California, imprenditori del food in Germania, Olanda e Australia, fino a nuove realtà capaci di innovare senza perdere identità. In Italia, il progetto coinvolge ristoranti, macellerie storiche, aziende agricole, pasticcerie e produttori artigianali che rappresentano la filiera autentica del Made in Italy gastronomico, dal Nord alla Sicilia.

Un percorso UNESCO fatto di luoghi e persone

Secondo i promotori del progetto, Giovanni Callea e Davide Morici, “ogni riconoscimento UNESCO ha bisogno di segnaletica”. I ristoranti e le imprese che aderiscono a I Go Italian diventano così i “monumenti viventi” di questo patrimonio immateriale, tappe riconoscibili di un itinerario culturale globale. Il network non è solo un riconoscimento, ma anche una responsabilità collettiva: mantenere vivi i valori che hanno portato la cucina italiana a essere celebrata nel mondo.

La missione della Fondazione Made in Sicily ETS

La Fondazione Made in Sicily ETS opera da anni su scala internazionale per preservare le radici culturali italiane, con iniziative a Los Angeles, Tokyo, Singapore, Osaka, New York, Chicago, Rotterdam, Amburgo e Berlino, anche in occasione di eventi globali come Expo 2025 e il Tour Mondiale dell’Amerigo Vespucci. Al centro della sua attività c’è il concetto di radici come spinta verso il futuro, non nostalgia, ma identità viva e in evoluzione.

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