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Categoria: ISTITUZIONI

Nasce Riformisti per Milano: Colucci avverte gli alleati sulla corsa a Palazzo Marino e chiude a Vannacci

Il coordinatore lombardo di Noi Moderati presenta la costola milanese dell'associazione apartitica che presiede. Sul candidato sindaco: "Decidono Meloni, Tajani, Salvini e Lupi".

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L'espressione scelta da Alessandro Colucci per commentare la corsa interna al centrodestra milanese viene dalla tradizione dei conclavi: "Attenzione, chi entra papa esce cardinale". Il coordinatore lombardo di Noi Moderati l'ha pronunciata lunedì 21 settembre alla presentazione di "Riformisti per Milano", mettendo in guardia dalle accelerazioni individuali: "Non servono fughe in avanti che dividono il centrodestra. Saranno i quattro leader, Meloni, Tajani, Salvini e Lupi, a decidere chi sarà il candidato del centrodestra a Milano". Un messaggio che arriva a pochi giorni dall'investitura di Silvia Sardone dal palco di Pontida e dal sondaggio diffuso da Forza Italia a favore di Matteo Perego di Cremnago.


Che cos'è l'associazione


"Riformisti per Milano" è la declinazione cittadina di "Riformisti per l'Italia", sodalizio trasversale e apartitico presieduto dallo stesso Colucci, presente alla presentazione insieme al vicepresidente e cofondatore Fabrizio Garavaglia. La platea a cui l'iniziativa si rivolge è quella delle professioni, dell'imprenditoria, del mondo accademico, degli amministratori locali e delle rappresentanze del lavoro e dell'associazionismo.


Il riferimento alle giunte socialiste


L'ancoraggio culturale è esplicito e riguarda una stagione amministrativa milanese che il centrodestra raramente rivendica. "Recuperando le esperienze delle giunte socialiste municipali, da Tognoli ad Aniasi, vogliamo portare un contributo di idee e di proposte all'interno del centrodestra per il rilancio della città", spiega Garavaglia. Per Colucci si tratta di introdurre nel programma della coalizione "quei valori socialisti e liberali del riformismo ambrosiano, che sono fondamentali per ampliare il campo del centrodestra".


Il 32% come punto di partenza


Il numero attorno a cui ruota il ragionamento politico è il risultato delle ultime comunali. "Se alle scorse elezioni abbiamo preso il 32%, serve interrogarsi e rilanciare con una proposta competente, concreta e unitaria", osserva Colucci, che indica come condizione una "netta discontinuità con l'amministrazione uscente". Le materie su cui costruire quella proposta sono casa, sostenibilità, mobilità, sicurezza, e poi "lavoro al posto dell'assistenzialismo, partnership tra pubblico e privato e maggiore integrazione tra centro e periferie".


Un secondo obiettivo riguarda l'astensione, che nelle comunali milanesi ha superato la metà degli aventi diritto. Le proposte dell'associazione, sostiene Garavaglia, vanno "nella direzione di riavvicinarsi anche alle ragioni dell'astensionismo, per recuperare quell'elettore che oggi non va a votare".


"Vannacci lontano anni luce"


Il passaggio più netto riguarda l'area che Colucci vuole tenere fuori. L'associazione punta a coinvolgere il centro e respinge "la deriva estremista e populista che con Milano, così come con un governo concreto e responsabile, nulla ha a che fare". Sulla presenza di Roberto Vannacci nella coalizione la posizione è senza margini: "Il centrodestra non può assolutamente pensare di avere Vannacci all'interno della propria coalizione, perché è lontano anni luce da come vediamo noi la società".


L'identikit del candidato per Milano


Sul profilo che il centrodestra dovrebbe scegliere, Colucci traccia un perimetro che, senza fare nomi, esclude le candidature civiche o esterne: serve una figura "anzitutto politica, che abbia esperienza e capacità amministrativa e che sia riconosciuta dalla città", in grado di dialogare "con tutte le componenti di una città come Milano" rifiutando le ideologie.


Su Calabresi: "Resterebbe ingabbiato"


L'unico nome del campo avverso che il coordinatore commenta è quello di Mario Calabresi, indicato fra i possibili candidati del centrosinistra. Il giudizio unisce apprezzamento personale e critica politica: "È una persona che stimiamo, ma è destinato a rimanere ingabbiato in un recinto di partiti che hanno posizioni opposte e che solo di fronte a soluzioni ideologiche riescono a tenersi in piedi. Milano non ha bisogno di questo".


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