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Notte di nubifragi a Milano, allagate via Rilke e via Camaldoli: evacuata una comunità al Parco Lambro

Le paratoie mobili hanno contenuto l'acqua nelle strade coinvolte. Nessun ferito, ma i livelli restano alti in vista di nuove piogge.

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Ai temporali brevi di mercoledì 9 settembre è seguita a Milano una notte di precipitazioni continue e di forte intensità. L'accumulo ha fatto crescere rapidamente la portata dei corsi d'acqua cittadini, fino a portare il Lambro fuori dagli argini. "Le piogge sono state intense fino alle 2.30", ha spiegato l'assessore alla Protezione civile Marco Granelli, quantificando l'evento: nell'arco di ventiquattro ore sono caduti quasi 100 millimetri di pioggia al metro quadrato nella porzione settentrionale della città, con valori analoghi registrati a Cinisello Balsamo e a Monza.


L'esondazione del Lambro rientrata in poche ore


Il fiume ha allagato via Rilke e via Camaldoli, per poi rientrare nel proprio alveo. Le due strade erano protette dalle paratoie mobili, il dispositivo che ha limitato l'estensione dell'acqua sulle carreggiate e sugli edifici circostanti. Nel Parco Lambro, durante la fase di massima criticità, è stata disposta l'evacuazione della Comunità Ceas.

Sul secondo fronte idraulico cittadino, il Seveso è arrivato in prossimità della soglia che fa scattare l'utilizzo della vasca di laminazione, senza però superarla.


Un albero abbattuto e auto bloccate nel sottopasso


Fra le conseguenze registrate in città figura la caduta di un grosso albero in via Carpi, avvenuta senza coinvolgere passanti o veicoli. Nell'hinterland, alcune automobili sono rimaste bloccate in un sottopasso di viale Martesana a Vimodrone, dove i vigili del fuoco sono intervenuti per assistere le persone a bordo.

Né i pompieri né il 118 segnalano interventi di particolare gravità o persone ferite.


I livelli dei corsi d'acqua rimangono elevati e continuano a essere monitorati, poiché per la giornata di giovedì sono previste ulteriori precipitazioni, seppure di intensità inferiore rispetto a quelle notturne. La saturazione dei terreni raggiunta nelle ultime ore riduce infatti il margine di assorbimento in caso di nuove piogge.


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