Nuova notte di maltempo in Lombardia, oltre 190 interventi dei vigili del fuoco: Varese la più colpita
Alberi abbattuti, allagamenti e tetti scoperchiati dal vento. Sul tavolo del governo la richiesta della Regione
Il maltempo è tornato a colpire la Lombardia durante la notte tra lunedì e martedì 25 agosto, e il conto delle richieste di soccorso ha superato quota 190. È il numero degli interventi effettuati dai vigili del fuoco tra le ore serali e la prima mattina, distribuiti su più province ma concentrati soprattutto in un'area precisa.
A differenza degli episodi della settimana scorsa, dominati dalle precipitazioni e dalle colate di detriti in quota, questa volta il fattore critico è stato soprattutto il vento. Le raffiche hanno provocato la caduta di alberi e il danneggiamento di coperture e strutture leggere, tipologia di intervento che nelle aree urbane e periurbane si traduce in strade bloccate, auto colpite e situazioni di rischio immediato per chi si trova all'aperto.
Il Varesotto chiama rinforzi da Milano e Monza
La provincia più esposta è risultata quella di Varese, dove il volume delle chiamate ha reso necessario l'invio di squadre aggiuntive dai comandi di Milano e Monza e Brianza. È la procedura che scatta quando un comando provinciale esaurisce le proprie disponibilità operative e i tempi di attesa rischiano di allungarsi oltre la soglia accettabile. Squadre risultano impegnate anche nel Comasco e nel capoluogo lombardo.
Un territorio che arriva già provato
La nuova ondata si abbatte su un sistema che sta ancora facendo i conti con l'emergenza precedente. Gli eventi del 20 agosto avevano prodotto frane, smottamenti ed esondazioni tra Bergamo, Brescia, Sondrio, Como e Lecco, con circa 440 persone allontanate dalle proprie abitazioni e successivamente rientrate. In alcune valli sono tuttora in corso i lavori di rimozione dei materiali e di ripristino della viabilità.
Fontana formalizza la richiesta di stato di emergenza
Sul tavolo del governo resta intanto la domanda formalizzata dalla Regione Lombardia per la dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale, firmata dal presidente Attilio Fontana d'intesa con l'assessore alla Protezione civile Romano La Russa e indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro Nello Musumeci. La decisione spetta al Consiglio dei ministri e, se favorevole, sbloccherebbe fondi statali e procedure semplificate per i ripristini.
La conta dei danni passa dai Comuni
Parallelamente prosegue la ricognizione affidata alle amministrazioni locali, chiamate a quantificare le conseguenze sui rispettivi territori e a trasmettere i dati attraverso le schede Rasda, la Raccolta schede danni. È il passaggio da cui dipende la definizione del quadro complessivo e, di conseguenza, l'entità delle risorse che potranno essere richieste. Gli interventi di questa notte, con tutta probabilità, andranno ad aggiungersi a quel bilancio.