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Omicidio alla stazione di Milano Certosa, la politica si divide: Salvini vuole raddoppiare i militari, il centrosinistra risponde “retorica senza risultati”

La morte di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne accoltellato durante una rissa sul binario 6 della stazione di Milano Certosa e deceduto nella notte tra martedì e mercoledì 27 maggio all’ospedale Fatebenefratelli, ha immediatamente riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle stazioni ferroviarie e nelle aree urbane. Il giovane, nato in Italia da genitori ecuadoriani, è […]

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La morte di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne accoltellato durante una rissa sul binario 6 della stazione di Milano Certosa e deceduto nella notte tra martedì e mercoledì 27 maggio all’ospedale Fatebenefratelli, ha immediatamente riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle stazioni ferroviarie e nelle aree urbane. Il giovane, nato in Italia da genitori ecuadoriani, è stato aggredito da un gruppo di almeno dieci persone poco prima delle 22.30. Gli investigatori della Polfer lavorano sull’ipotesi di uno scontro tra gang giovanili. Le reazioni politiche si sono divise lungo linee prevedibili, ma con toni particolarmente accesi.

Salvini: “Oltre 5.000 agenti nelle stazioni non bastano, vanno raddoppiati”

Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha commentato l’episodio sui social parlando di “bande di balordi stranieri” e definendo la situazione “inaccettabile.” Ha poi rilancito la proposta di rafforzare i presidi: “Siamo al lavoro per raddoppiare la presenza di militari, Forze dell’Ordine e personale di FS Security che opera sui treni e nelle stazioni.” Salvini ha ricordato che attualmente oltre 5.000 persone in divisa operano quotidianamente per la sicurezza ferroviaria, aggiungendo che “questa presenza va almeno raddoppiata, per stroncare una violenza quotidiana ormai diventata intollerabile.”

Il coordinatore lombardo di Forza Italia Alessandro Sorte ha parlato di una Milano “sempre più fuori controllo”, chiedendo “un cambio di passo immediato sul fronte della sicurezza, con più controlli, maggiore presenza delle forze dell’ordine e tolleranza zero verso i delinquenti.”

Scalfarotto e Rozza: “La militarizzazione delle stazioni non ha dato risultati”

Dal centrosinistra e da Italia Viva la risposta è stata speculare per durezza ma opposta nella direzione delle responsabilità. Ivan Scalfarotto, presidente di Italia Viva Milano Metropolitana, ha definito la situazione “sempre più preoccupante” e ha attribuito al Governo Meloni un’emergenza sicurezza che si manifesta “nelle città, nelle strade, nelle stazioni, nonostante la retorica della presidente del Consiglio e la militarizzazione delle stazioni del ministro Salvini.”

La consigliera regionale del Pd Carmela Rozza ha rincarato la dose, accusando l’esecutivo di “speculare sul tema senza vergogna” e di sventolare “decreti sicurezza che non hanno dato alcun risultato.” Rozza ha richiamato il caso del Municipio 8, che aveva avviato interventi di presidio e riqualificazione proprio nell’area della stazione Certosa: “Non ha funzionato per la cronica mancanza di personale delle forze dell’ordine. Stiamo ancora aspettando i 500 agenti promessi dal Governo.” La consigliera ha insistito sulla necessità di un lavoro integrato tra istituzioni locali e forze dell’ordine, con interventi che combinino repressione della violenza e riqualificazione delle aree più disagiate.

Conte (M5S): “Il tempo degli slogan è scaduto da quattro anni”

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha scelto un tono diverso, evitando la strumentalizzazione diretta dell’episodio ma richiamando il Governo alle proprie responsabilità. “Era la premier a garantire di avere la bacchetta magica sulla sicurezza ed è sotto gli occhi di tutti il fallimento: il tempo dei decreti sicurezza propaganda di cui abbiamo perso il conto è scaduto da quattro anni”, ha scritto su Facebook. Conte ha ricordato le proposte del M5S bocciate in legge di bilancio: il richiamo in Italia di agenti e risorse dai centri in Albania, un fondo da 500 milioni annui per il triennio 2026-2028 per un patto di sicurezza urbana con i Comuni, e investimenti in videosorveglianza nelle stazioni, nei parchi e nei locali commerciali lungo le tratte ferroviarie. “È il momento di dare risposte vere”, ha concluso.

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