Orfani di femminicidio, presentate in Regione Lombardia borse di studio e nuovi dati per rafforzare la tutela dei minori
In Regione Lombardia presentate due borse di studio e i dati dell’osservatorio sugli orfani di femminicidio: ricerca e sostegno per i minori.
La tutela dei figli delle vittime di femminicidio torna al centro dell’attenzione istituzionale in Lombardia. Nella sede della Regione Lombardia sono state presentate due nuove borse di studio dedicate agli “orfani speciali”, promosse da ONISOS – Osservatorio Nazionale Indipendente sugli Orfani Speciali e realizzate grazie al sostegno della Fondazione Bambini nel Cuore.
Due ricerche per comprendere gli effetti della violenza domestica
Le borse di studio permetteranno a due psicologhe ricercatrici di sviluppare progetti di approfondimento su aspetti cruciali legati alle conseguenze della violenza familiare. Una ricerca analizzerà gli effetti della violenza assistita sui meccanismi neurobiologici e sullo sviluppo cerebrale di bambini, adolescenti e giovani adulti. L’altro progetto si concentrerà invece sull’analisi dei dati disponibili e sulle forme di tutela previste per gli orfani di femminicidio, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia delle politiche di sostegno. Durante l’incontro sono stati illustrati anche metodi e obiettivi delle ricerche, sottolineando la necessità di un lavoro coordinato tra istituzioni, scuole, servizi sociali, centri antiviolenza e professionisti della salute mentale.
I numeri degli orfani speciali in Italia
I dati raccolti da ONISOS – Osservatorio Nazionale Indipendente sugli Orfani Speciali mostrano una realtà ancora poco conosciuta ma significativa. Nel 2024 sono state presentate richieste di sostegno per 86 nuovi orfani, mentre negli anni precedenti le istanze erano state 75 nel 2023, 61 nel 2022, 65 nel 2021 e 44 nel 2020.
Le risorse messe a disposizione dal Ministero dell’Interno attraverso il fondo di rotazione dedicato agli orfani di crimini domestici ammontano a circa 11,4 milioni di euro. Tuttavia, nel 2024 sono stati deliberati benefici per poco più di 600 mila euro, un dato che evidenzia come lo strumento sia ancora poco conosciuto e utilizzato.
L’analisi condotta sui dati di cronaca degli ultimi cinque anni e mezzo ha individuato complessivamente 183 orfani di crimini domestici, con una media di circa quaranta casi all’anno. Nell’80% delle situazioni, la causa è riconducibile a femminicidi. L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per analizzare le fonti mediatiche ha inoltre consentito negli ultimi due anni di ottenere dati più accurati sul legame tra questi crimini e la condizione dei figli delle vittime.
Regione Lombardia: sostegno concreto e politiche innovative
Per l’assessore regionale alla Famiglia e Pari opportunità Elena Lucchini, il contrasto alla violenza contro le donne resta una priorità politica. Lucchini ha sottolineato l’importanza dell’alleanza tra istituzioni e realtà sociali, ringraziando Telefono Donna Italia, ONISOS e la Fondazione Bambini nel Cuore per il lavoro svolto. La Regione punta a rafforzare il sostegno agli orfani di femminicidio attraverso contributi economici legati a progetti personalizzati di presa in carico elaborati dai servizi sociali comunali. Gli aiuti potranno coprire diverse necessità, dalle spese materiali ai percorsi educativi e psicologici, fino al supporto alle famiglie affidatarie che accolgono i minori.
Ricerca e conoscenza per proteggere i minori
Secondo Stefania Bartoccetti, le borse di studio rappresentano molto più di un riconoscimento accademico: sono un investimento nella conoscenza e nella responsabilità collettiva verso i bambini e i ragazzi che hanno perso la madre a causa della violenza.
La presidente della Fondazione Bambini nel Cuore, Carla De Albertis, ha evidenziato come lo studio scientifico della violenza assistita e delle sue conseguenze sia fondamentale per costruire strumenti di prevenzione e di supporto più efficaci.
Un punto ribadito anche dagli esperti che hanno introdotto le ricerche, tra cui la psicoterapeuta Paola Aquaro e il direttore scientifico di ONISOS Fulvio Palmieri, che hanno sottolineato come la ricerca sia essenziale per sviluppare modelli di intervento più consapevoli e replicabili.
Il ruolo della rete di sostegno
La presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, Valentina Di Mattei, ha ricordato che gli orfani di femminicidio sono spesso vittime invisibili della violenza domestica. Per questo motivo è fondamentale costruire una rete di sostegno qualificata e tempestiva, capace di accompagnare i minori in percorsi di cura e resilienza. L’Ordine degli Psicologi collabora già con la Regione nel tavolo di lavoro “Vicini ad ogni donna”, uno spazio di coordinamento dedicato alle politiche di prevenzione e supporto.
L’incontro si è concluso con l’impegno condiviso a proseguire il lavoro di ricerca, formazione e sensibilizzazione affinché la condizione degli orfani speciali resti una priorità nelle politiche pubbliche e nelle iniziative dei territori.