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Palazzo Marino ricorre contro la condanna per la mala movida al Lazzaretto. Sala: “Sentenza rischiosa, i Comuni non possono pagare tutto”

Il Comune di Milano ha deciso di presentare ricorso contro la sentenza del Tribunale civile che lo ha condannato a risarcire i residenti del quartiere Lazzaretto per i danni causati dalla cosiddetta “mala movida”. Una decisione che segna un passaggio delicato nel confronto tra diritto al riposo dei cittadini e gestione della vita notturna urbana. […]

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Il Comune di Milano ha deciso di presentare ricorso contro la sentenza del Tribunale civile che lo ha condannato a risarcire i residenti del quartiere Lazzaretto per i danni causati dalla cosiddetta “mala movida”. Una decisione che segna un passaggio delicato nel confronto tra diritto al riposo dei cittadini e gestione della vita notturna urbana.

Per la prima volta, la responsabilità dei rumori notturni è stata attribuita direttamente all’amministrazione comunale, chiamata a risarcire complessivamente oltre 200 mila euro.

Risarcimenti per nove anni di rumore oltre i limiti

La sentenza riconosce un indennizzo di circa 4.700 euro a ciascuno dei 34 residenti che hanno fatto causa, riuniti nel comitato del Lazzaretto. Secondo il Tribunale, i cittadini hanno subito danni alla salute a causa di un’esposizione prolungata, per nove anni, a livelli di rumore superiori alle soglie di tollerabilità previste dalla legge. Una decisione che potrebbe aprire la strada ad altri contenziosi simili in città e non solo.

Sala: “Comprendo i residenti, ma così i Comuni sono in difficoltà”

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha definito la sentenza “preoccupante”, pur mostrando comprensione per il disagio dei residenti. “Capisco moltissimo i cittadini — ha spiegato — ma per un Comune non è semplice controllare ogni comportamento individuale nello spazio pubblico”.

Secondo Sala, attribuire in modo diretto la responsabilità dei rumori all’amministrazione rischia di creare un precedente complesso da gestire, soprattutto nelle grandi città.

Un problema che riguarda molte città italiane

Milano non è un caso isolato. Sentenze simili hanno già coinvolto altri Comuni come Torino, Napoli e Brescia. Per questo Palazzo Marino intende portare il tema anche all’attenzione dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani. “C’è grande preoccupazione tra i sindaci delle grandi città — ha aggiunto Sala —. La vita notturna è diventata negli anni un elemento strutturale dell’identità urbana, ma non è sostenibile che i Comuni paghino tutte le conseguenze”.

Il rischio di un effetto domino giudiziario

Il timore principale dell’amministrazione è che la sentenza inneschi una serie di nuove cause da parte di altri residenti, con un impatto economico e amministrativo significativo. Il ricorso annunciato dal Comune punta quindi a ridefinire i confini delle responsabilità pubbliche nella gestione della movida, cercando un equilibrio tra tutela della salute, convivenza urbana e sostenibilità delle politiche cittadine.

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