Piano Casa Milano, primo bando per affitti calmierati: via Trivulzio 18 sottratta alle alienazioni e aperta al Terzo settore
Il Comune di Milano ha pubblicato il bando per via Trivulzio 18, palazzo di quattro piani di proprietà comunale nel Municipio 7 e primo edificio residenziale sottratto al piano delle alienazioni nell’ambito del Piano Straordinario per la Casa Accessibile. La procedura è aperta a cooperative sociali, fondazioni, imprese del Terzo settore e operatori privati, con […]
Il Comune di Milano ha pubblicato il bando per via Trivulzio 18, palazzo di quattro piani di proprietà comunale nel Municipio 7 e primo edificio residenziale sottratto al piano delle alienazioni nell’ambito del Piano Straordinario per la Casa Accessibile. La procedura è aperta a cooperative sociali, fondazioni, imprese del Terzo settore e operatori privati, con offerte consegnabili entro l’11 settembre 2026.
Concessione fino a novant’anni e canoni massimi a 400 euro al mese
Il soggetto aggiudicatario otterrà una concessione in diritto di superficie fino a novant’anni e si farà carico della riqualificazione dell’edificio e della sua successiva gestione. Il vincolo centrale dell’operazione è sui canoni: non potranno superare una media di 80 euro al metro quadro annuo, equivalenti a circa 400 euro mensili per un appartamento di 50-60 metri quadri. Una soglia pensata per chi, come ha spiegato l’assessore al Bilancio, Demanio e Piano Casa Emmanuel Conte, “lavora, studia, contribuisce alla vita della città e non riesce a trovare una casa a un affitto compatibile con il proprio reddito, troppo basso per il mercato libero e troppo alto per l’edilizia popolare”.
L’edificio: 12 appartamenti in zona De Angeli, a 250 metri dalla metro
Il palazzo, realizzato nei primi anni Duemila nell’ambito di un Programma Integrato di Recupero, comprende dodici appartamenti, dodici cantine e undici box auto. Si trova in zona De Angeli, a meno di 250 metri dalla fermata Gambara della linea M1, in un contesto residenziale dotato di scuole, strutture sanitarie e servizi di prossimità. L’immobile necessita di un intervento di riqualificazione complessiva, che il bando lascia alla progettualità degli operatori: è prevista anche la possibilità di frazionare gli appartamenti esistenti per ampliare il numero di alloggi disponibili.
Patrimonio pubblico come strumento di politica abitativa: la visione del Comune
“Immaginiamo un progetto solido, che tenga insieme qualità abitativa e canoni accessibili permanenti, un esempio di come il patrimonio pubblico, non ceduto ma ben gestito, può essere strumento di politica abitativa”, ha dichiarato l’assessore Conte, sottolineando come la regia resti pubblica attraverso vincoli di canone, controllo nel tempo e un quadro di regole chiare, mentre la realizzazione viene affidata a chi dispone delle competenze necessarie. Il Comune sta proseguendo la ricognizione dei beni comunali per individuare altri edifici percorribili lungo la stessa strada, con una direzione precisa: aumentare l’offerta di case accessibili rigenerando il patrimonio esistente senza consumare nuovo suolo.
I criteri di aggiudicazione: qualità progettuale, inclusività e sostenibilità nel lungo periodo
Il punteggio di aggiudicazione terrà conto della qualità del progetto edilizio e del modello gestionale proposto, della capacità di rispondere ai bisogni delle fasce di reddito medio-basse e della sostenibilità economica dell’operazione nel lungo periodo. Una griglia di valutazione che punta a selezionare non il miglior offerente in senso economico, ma il soggetto in grado di garantire un impatto abitativo duraturo e coerente con i vincoli pubblici dell’operazione.