Piano City Milano torna dal 15 al 17 maggio con la sedicesima edizione: oltre 250 concerti in 140 luoghi della città
Dal Teatro alla Scala al Gratosoglio, dal velodromo Vigorelli all’Ex Cinema Orchidea: il festival diffuso trasforma Milano in un palcoscenico aperto con più di 250 artisti italiani e internazionali
Dal 15 al 17 maggio Milano si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto con la sedicesima edizione di Piano City Milano, il festival diffuso promosso e prodotto dall’Associazione Piano City Milano insieme al Comune di Milano, con il sostegno del Ministero della Cultura. Tre giorni, oltre 250 concerti, più di 250 artisti italiani e internazionali, oltre 140 luoghi coinvolti in tutta la città. La formula che ha costruito il successo del festival nel corso degli anni rimane invariata nella sua essenza: portare la musica fuori dai circuiti convenzionali, nei cortili, nei parchi, nei quartieri periferici, senza rinunciare alle sedi istituzionali di eccellenza.
Dal Teatro alla Scala al Gratosoglio: la geografia del festival
La sedicesima edizione tocca luoghi tra loro lontanissimi per vocazione e storia. Il Teatro alla Scala e la GAM condividono il cartellone con le Torri del Gratosoglio, il velodromo Maspes-Vigorelli e il CASVA. Tra le novità di quest’anno figura la riapertura straordinaria dell’Ex Cinema Orchidea, spazio che il festival riporta alla vita per l’occasione, e una serie di appuntamenti nei quartieri Niguarda, QT8 e San Vittore.
“Ogni anno la città si riempie di musica. Il festival come sempre non si ferma ai luoghi classici, ma arriva anche in spazi meno abituali nei quartieri, portando la musica in luoghi da riscoprire”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.
Armonie di comunità: concerti in ospedali, biblioteche e spazi urbani
All’interno del programma si inserisce “Armonie di comunità”, progetto sostenuto dalla Fondazione di Comunità Milano che porta i concerti in ospedali, strutture di accoglienza, alla Biblioteca Calvairate e in spazi urbani come via Chavez. Un filo conduttore che attraversa l’intera manifestazione: usare la musica come strumento di inclusione e rendere la cultura accessibile a chiunque, indipendentemente dall’età e dal contesto sociale.
La voce del Sindaco e della direzione artistica
Il Sindaco Giuseppe Sala ha ricordato come il principio ispiratore del festival sia rimasto invariato nel tempo: “La musica è di tutti e a tutti deve arrivare. È un principio di democrazia ad ispirare Piano City Milano.” Sala ha sottolineato la capacità della manifestazione di muoversi con la stessa naturalezza nei luoghi dell’arte istituzionale e nei quartieri popolari, definendola “una delle manifestazioni culturali più coinvolgenti ed emozionanti che la nostra città ospita nel corso dell’anno.”
Ricciarda Belgiojoso, direzione artistica del festival, ha posto l’accento sullo spirito innovativo e internazionale dell’edizione 2026, con nuove musiche e nuovi progetti accanto ai grandi nomi del pianoforte contemporaneo, e ha ringraziato i partner e i milanesi che aprono le proprie abitazioni per ospitare concerti durante i tre giorni del festival.