Pinacoteca Ambrosiana da record: mezzo milione di visitatori e conti in attivo per il terzo anno
Crescita esponenziale in quattro anni, gestione innovativa e progetti internazionali: l’Ambrosiana rafforza il suo ruolo globale
In appena quattro anni la Pinacoteca Ambrosiana ha compiuto un salto straordinario, passando da circa 60mila ingressi annui a sfiorare il mezzo milione di visitatori. Un risultato che non solo certifica l’attrattività crescente dell’istituzione milanese, ma che si accompagna anche a un dato altrettanto significativo: il bilancio chiuso in positivo per il terzo anno consecutivo.
Oltre metà dei visitatori registrati nel 2025 rappresenta un incremento netto rispetto all’anno precedente, segno di una tendenza ormai strutturale e non episodica.
Una gestione culturale non elitaria
Alla base di questo successo c’è una strategia precisa. Secondo il segretario generale Antonello Grimaldi, i numeri non sono frutto di un’eccezione, ma di una visione manageriale della cultura, capace di coniugare inclusione, sostenibilità e innovazione. La Pinacoteca ha puntato su una valorizzazione del patrimonio che rifiuta l’autoreferenzialità, aprendosi a pubblici nuovi e diversificati senza snaturare la propria identità storica. Un modello fondato sulla tutela delle opere, sulla capacità di innovare linguaggi e strumenti e su una comunicazione costante, sostenuta anche da un forte senso di appartenenza condiviso dallo staff.
Mostre e dialoghi tra antico e contemporaneo
Il 2025 è stato segnato da un programma espositivo capace di mettere in relazione tradizione e contemporaneità. La mostra di Pietro Terzini ha attirato oltre 35mila visitatori in meno di un mese, dimostrando come anche il museo più antico di Milano possa diventare un laboratorio di sperimentazione artistica. A questa si sono affiancati il riallestimento multimediale della sala dedicata ai pittori fiamminghi, la mostra diffusa di Nicola Samorì e il dialogo tra la Canestra di Jago e quella di Caravaggio.
Non sono mancati eventi capaci di ampliare ulteriormente la fruizione, come concerti, aperture straordinarie a prezzo ridotto e la partecipazione ai grandi appuntamenti culturali cittadini.
Accessibilità, comunicazione e nuovi linguaggi
Accanto alle esposizioni, l’Ambrosiana ha investito con decisione sull’accessibilità e sulla comunicazione. Social network, podcast dedicati alla collezione, video in lingua dei segni LIS e una presenza costante sui media tradizionali e digitali hanno contribuito a rafforzare la visibilità dell’istituzione anche a livello internazionale.
Leonardo nel mondo e i progetti internazionali
Tra i progetti di maggiore rilievo spicca la partecipazione a Expo 2025 Osaka, dove l’Ambrosiana espone a rotazione alcuni fogli del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci all’interno del Padiglione Italia. Un’occasione unica per portare uno dei patrimoni più preziosi della cultura italiana sotto gli occhi di un pubblico globale.
L’esperienza giapponese prosegue anche oltre l’Expo, con nuove esposizioni al museo d’arte di Osaka e iniziative che coinvolgono il mondo accademico, come la mostra “Leonardo alla IULM”, pensata per avvicinare gratuitamente studenti e territorio.
Il 2026 tra nuovi spazi e progetti sociali
Il prossimo anno si apre con un ulteriore rilancio. A gennaio è previsto il riallestimento dell’atrio d’ingresso per rispondere all’aumento dei visitatori. In primavera arriveranno nuove mostre, tra cui quella di Sidival Fila e un progetto sociale in collaborazione con la Fondazione Rava che coinvolgerà giovani detenuti e donne del carcere della Giudecca, chiamati a reinterpretare il Cartone di Raffaello. A maggio spazio anche alla street art con la mostra del tape artist No Curves, nel solco delle esposizioni gratuite e pop che stanno caratterizzando la programmazione recente.
Un’istituzione storica che guarda avanti
Fondata nel Seicento dal cardinale Federico Borromeo, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana continua a essere un punto di riferimento culturale per Milano e per il mondo. Biblioteca, museo e accademia convivono in un’istituzione che da quattro secoli promuove dialogo, conoscenza e apertura. Come sottolinea Grimaldi, i risultati raggiunti non rappresentano un punto di arrivo, ma uno stimolo a fare ancora meglio. Un approccio che conferma l’Ambrosiana come uno dei luoghi simbolo della cultura italiana contemporanea.