Politecnico di Milano: nasce una piattaforma digitale open access per l’archivio e la conservazione dei campioni d’arte
Una giornata di studi per il futuro della diagnostica non invasiva Milano – Martedì 10 giugno, presso l’Aula Magna del Politecnico di Milano, si terrà una giornata di approfondimento scientifico dedicata alla conservazione dei campioni prelevati da opere d’arte e al loro riutilizzo per nuove indagini non invasive. L’incontro, dal titolo “La scienza rilegge le […]
Una giornata di studi per il futuro della diagnostica non invasiva
Milano – Martedì 10 giugno, presso l’Aula Magna del Politecnico di Milano, si terrà una giornata di approfondimento scientifico dedicata alla conservazione dei campioni prelevati da opere d’arte e al loro riutilizzo per nuove indagini non invasive. L’incontro, dal titolo “La scienza rilegge le opere d’arte”, vedrà la partecipazione di istituti di ricerca di rilievo nazionale e internazionale.
Conservazione e riuso dei campioni diagnostici: focus sull’Ultima Cena
Durante il seminario verranno presentati i risultati di un importante lavoro di ricerca sui campioni prelevati dal celebre affresco L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, effettuato tra il 2019 e il 2024. I campioni, conservati nell’Archivio Gallone del Politecnico, risalgono alle analisi realizzate durante il lungo restauro diretto da Pinin Brambilla Barcilon. Questo patrimonio diagnostico offre oggi una nuova chiave di lettura del capolavoro leonardesco grazie a tecnologie più avanzate e metodi di indagine meno invasivi.
Archivio Gallone: 30 anni di diagnostica al servizio dell’arte
L’Archivio Gallone raccoglie oltre 10.000 campioni di opere d’arte, frutto di tre decenni di lavoro della ricercatrice Antonietta Gallone, attiva presso il Dipartimento di Fisica del Politecnico. Le sue analisi, associate a più di 600 studi chimico-fisici, costituiscono una risorsa di enorme valore per il mondo della conservazione dei beni culturali.
Una piattaforma digitale open access per la consultazione dei dati
Grazie alla collaborazione con il laboratorio 3DSurvey Lab del Politecnico di Milano, è stata sviluppata una piattaforma digitale open access (disponibile su archiviogallone.fisi.polimi.it) in grado di geolocalizzare i punti di prelievo sulla superficie del dipinto. L’innovazione sta nell’utilizzo del GIS, uno strumento tradizionalmente usato in ambito geografico, per mappare dati scientifici su opere d’arte.
Ricerca multidisciplinare per nuove frontiere nella conoscenza delle opere
Il progetto coinvolge diverse competenze, dalla diagnostica scientifica all’informatica applicata al patrimonio culturale. La storica dell’arte Serena Benelli ha svolto un dottorato in collaborazione con il CNR, concentrandosi sulla catalogazione e digitalizzazione dei dati relativi ai campioni dell’Ultima Cena. L’obiettivo è ottenere una georeferenziazione precisa dei materiali.
Secondo Antonio Sansonetti, ricercatore presso il CNR-ISPC, questi archivi rappresentano una risorsa preziosa, oggi valorizzata da tecnologie che permettono nuovi studi senza necessità di ulteriori prelievi. Il riuso dei campioni esistenti favorisce una conoscenza sostenibile delle opere, riducendo l’impatto delle indagini scientifiche.
Un confronto tra istituzioni per il futuro della diagnostica d’arte
Nel corso della giornata di studi saranno analizzati casi studio italiani e internazionali. Inoltre, verranno messe a confronto esperienze di archivio e riuso dei materiali diagnostici. L’obiettivo è delineare prospettive future per una conservazione programmata sempre più avanzata e sostenibile, sfruttando le potenzialità offerte dalla digitalizzazione e dalle tecnologie non invasive.