Primarie e candidatura Civita animano il centrodestra milanese: apertura al confronto, ma i partiti restano prudenti sul nome del candidato
Nel centrodestra milanese il dibattito sul futuro candidato sindaco inizia a scaldarsi. L’apertura di Ignazio La Russa all’ipotesi delle primarie e la disponibilità dell’imprenditore Antonio Civita a scendere in campo hanno rotto l’immobilismo. Tuttavia, più che l’entusiasmo, a prevalere è ancora una linea di grande prudenza. Le manovre sono in corso, ma il freno resta […]
Nel centrodestra milanese il dibattito sul futuro candidato sindaco inizia a scaldarsi. L’apertura di Ignazio La Russa all’ipotesi delle primarie e la disponibilità dell’imprenditore Antonio Civita a scendere in campo hanno rotto l’immobilismo. Tuttavia, più che l’entusiasmo, a prevalere è ancora una linea di grande prudenza. Le manovre sono in corso, ma il freno resta tirato.
Lega: primarie sì, ma non come dogma
Dalla Lega arrivano messaggi chiari: le primarie non sono un fine, ma uno strumento. Samuele Piscina, consigliere comunale e segretario provinciale, invita a non trasformare il metodo in una bandiera identitaria. La priorità, sottolinea, è individuare un candidato autorevole e credibile, capace di interpretare Milano nella sua complessità, dal centro alle periferie. Il Carroccio, intanto, lavora al programma, con l’obiettivo di arrivare preparato e con largo anticipo.
L’obiettivo: un’alternativa solida al centrosinistra
Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Verri, capogruppo leghista a Palazzo Marino, che richiama l’attenzione sul quadro politico generale. Per vincere, spiega, serve prima di tutto un’alternativa credibile a un centrosinistra che appare diviso e in affanno. Formula e tempi verranno decisi dai partiti, ma la base resta un progetto condiviso e riconoscibile.
Fratelli d’Italia frena sui civici
Più scettica Fratelli d’Italia sull’ipotesi di puntare su un profilo civico. Riccardo Truppo, capogruppo in Consiglio comunale, riconosce il valore della società civile, ma rivendica un ruolo centrale della politica. Secondo FdI, un candidato politico avrebbe maggiore conoscenza del territorio e delle dinamiche amministrative. Le primarie, semmai, dovrebbero servire a confrontare idee e visioni, non a cercare scorciatoie.
Forza Italia: “I nomi non si bruciano”
Anche Forza Italia predica cautela. Luca Bernardo avverte che anticipare troppo i nomi rischia di indebolire i potenziali candidati. Prima serve definire l’identikit: una figura che unisca competenze professionali e capacità politiche, pronta a guidare una città considerata oggi ferma. La scelta, ribadisce, dovrà essere condivisa da tutta la coalizione.
Il paradosso Sala: Civita promosso dal sindaco uscente
A sorprendere è il giudizio che arriva dal fronte opposto. Il sindaco Giuseppe Sala definisce Antonio Civita “un buon nome”, sottolineando l’importanza che anche l’avversario sia autorevole. Un endorsement che, più che rafforzare il centrodestra, contribuisce a complicarne le dinamiche interne.
L’attacco politico resta sullo sfondo
Nel frattempo Fratelli d’Italia continua a colpire il centrosinistra. Enrico Marcora rilancia una critica durissima all’amministrazione Sala, definita la peggiore del dopoguerra, elencando problemi irrisolti su sicurezza, infrastrutture e urbanistica. Segno che, mentre il confronto sui nomi resta cauto, la battaglia politica è già entrata nel vivo.
Il centrodestra milanese si muove, dunque, ma senza strappi: tra primarie possibili e candidature civiche, il percorso è appena iniziato e la partita è tutta da giocare.