QS World University Rankings: il Politecnico di Milano fa la storia all’87° posto, la Statale vola di 100 posizioni. L’Italia unica in Europa con tutti i primi 10 atenei in crescita
La Statale guadagna cento posizioni, la Cattolica entra nella top 10 italiana. L’Italia è l’unico grande Paese europeo in cui tutti i primi dieci atenei migliorano il piazzamento
Il Politecnico di Milano compie un balzo di undici posizioni nel QS World University Rankings, pubblicato da QS Quacquarelli Symonds, raggiungendo l’87° posto mondiale. Si tratta del miglior risultato mai ottenuto nella storia dell’ateneo di Piazza Leonardo da Vinci, che si conferma per il dodicesimo anno consecutivo la prima università italiana e rimane l’unico ateneo del Paese stabilmente nella top 100 globale. Dal 2017 a oggi il PoliMi ha guadagnato complessivamente 95 posizioni nella classifica.
La Statale vola al 270° posto, la Cattolica entra nella top 400 mondiale
Sul fronte milanese i risultati sono diffusi. L’Università degli Studi di Milano compie un salto di cento posizioni esatte, passando dal 370° al 270° posto globale. L’Università Cattolica del Sacro Cuore avanza di 21 posizioni, entrando per la prima volta nella top 400 mondiale con il 388° posto e collocandosi al nono posto nella classifica nazionale.
Il miglioramento più marcato della Cattolica riguarda l’indicatore “Citations per Faculty”, con un avanzamento di 92 posizioni fino al 374° posto, segnale di un profilo sempre più orientato alla ricerca scientifica d’impatto. Altrettanto significativo il progresso nell’indicatore “Employer Reputation”, che porta l’ateneo al 274° posto mondiale tra le università più apprezzate dai datori di lavoro.
Il rettore Beccalli: “Non la migliore università del mondo, ma per il mondo”
“Di rilevanza le ragioni che hanno determinato questo miglioramento: la qualità e l’impatto della ricerca scientifica riconosciuti dal mondo accademico e la credibilità e l’apprezzamento dell’Ateneo tra gli employer”, ha dichiarato Elena Beccalli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, delineando la traiettoria futura con una formula emblematica: “Il nostro impegno è diventare non l’università migliore del mondo, ma per il mondo”.
L’Italia in controtendenza rispetto all’Europa: 26 atenei in crescita su 47
Il quadro complessivo del sistema universitario italiano è sorprendente nel contesto europeo. Su 47 atenei italiani classificati, 26 migliorano la propria posizione e solo 15 arretrano. Tutte le prime dieci università italiane registrano un avanzamento, un primato unico tra i grandi Paesi del continente. Tra le eccellenze nazionali spiccano la Sapienza di Roma al suo record storico di 111° posto, l’Università di Bologna al 123° e l’Università di Padova al 204°, quest’ultima protagonista di una delle scalate più significative dell’edizione.
Il paradosso italiano: crescita record con investimenti da fanalino di coda
Il progresso degli atenei italiani assume un valore ancora più significativo alla luce del contesto economico in cui avviene. Secondo i dati OCSE citati dagli stessi analisti di QS, l’Italia destina all’istruzione terziaria circa l’1% del PIL, collocandosi nella fascia bassa delle economie avanzate e investendo strutturalmente meno della maggior parte dei principali concorrenti internazionali. La crescita poggia quasi interamente sulla qualità della ricerca scientifica e sulla reputazione internazionale dei singoli atenei. Un risultato che svela però anche una fragilità strutturale, in particolare nella capacità di attrarre e trattenere talenti rispetto ai colossi accademici asiatici e anglosassoni.