Regione Lombardia approva la legge sulle reti elettriche: autorizzazioni in 90 giorni e fine alla frammentazione normativa
Il testo unifica in un unico corpus le regole per impianti a bassa, media e alta tensione fino a 220.000 V, con tre procedure distinte per accelerare gli investimenti e tutelare la salute pubblica
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza la legge “Disposizioni in materia di opere relative a reti e impianti di distribuzione di energia elettrica non facenti parte della rete di trasmissione nazionale”, un provvedimento in 15 articoli che supera una frammentazione normativa stratificata dal 1982. Il testo, illustrato dal Vice Presidente della Commissione Ambiente e relatore Riccardo Pase della Lega, abroga le normative precedenti e unifica in un unico corpus legislativo le regole applicabili agli impianti a bassa, media e alta tensione fino a 220.000 volt, escludendo dalla propria sfera di competenza la rete di trasmissione nazionale gestita da TERNA.
Tre procedure per tre livelli di complessità
La legge introduce un sistema autorizzativo articolato su tre livelli distinti in base alla complessità degli interventi. L’Autorizzazione Unica è un procedimento centralizzato con termine tassativo di 90 giorni, pensato per garantire certezza dei tempi agli operatori che investono in nuove infrastrutture. La Procedura Abbreviata rappresenta una corsia rapida attivabile su richiesta per gli impianti in media tensione, ossia quelli compresi tra 1.000 e 30.000 volt. L’Autocertificazione si applica invece agli interventi di rinnovo, ricostruzione e potenziamento di reti già esistenti che non producono impatto sul territorio. Rimangono completamente libere la manutenzione ordinaria e le opere sulla bassa tensione fino a 1.000 volt.
Tutela della salute pubblica: obbligo di comunicazione ad ARPA e Comuni entro 30 giorni
Sul fronte della protezione sanitaria, la legge introduce un obbligo specifico per i gestori: entro 30 giorni dall’attivazione di nuovi impianti, questi sono tenuti a comunicarlo ad ARPA e ai Comuni interessati. La misura risponde al principio di precauzione contro l’esposizione ai campi elettromagnetici, garantendo che le autorità locali e l’agenzia regionale per l’ambiente dispongano in tempi certi delle informazioni necessarie per il monitoraggio del territorio.
Province e Città Metropolitana confermati come autorità competenti
Un passaggio rilevante del provvedimento riguarda il profilo istituzionale: la legge conferma in via definitiva le funzioni di controllo e autorizzazione in capo alle dodici Province lombarde e alla Città Metropolitana di Milano. Una scelta che radica la governance delle reti elettriche a livello territoriale, combinando la prossimità agli interventi con la flessibilità del nuovo sistema procedurale. Il provvedimento si propone così di accelerare gli investimenti infrastrutturali nel settore energetico regionale, garantendo al contempo efficienza operativa, salvaguardia ambientale e trasparenza verso i cittadini.