Regione Lombardia avvia la rete per le neoplasie ginecologiche: selezionati 9 centri specializzati
La Lombardia attiva la rete per le neoplasie ginecologiche: centri selezionati per il tumore ovarico e riduzione delle attese.
Regione Lombardia dà il via alla nuova Rete regionale per la presa in carico delle donne con neoplasie ginecologiche, con l’obiettivo di rendere le cure più omogenee, tempestive e di qualità su tutto il territorio. Il progetto nasce da una delibera della Giunta su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso e punta a strutturare un modello assistenziale altamente specializzato, dalla prevenzione alla chirurgia, fino alle terapie mediche e al follow-up.
Standard europei e criteri rigorosi per i centri di riferimento
Il documento approvato definisce parametri chiari per individuare i centri autorizzati, in linea con le raccomandazioni della Società Europea di Ginecologia Oncologica (ESGO) e con gli standard nazionali e internazionali di eccellenza. L’obiettivo è concentrare le competenze e i volumi chirurgici in strutture con comprovata esperienza, migliorando così sicurezza, appropriatezza clinica ed esiti per le pazienti.
Riduzione dei tempi di attesa e agende dedicate
Un punto centrale della riforma riguarda l’organizzazione dei percorsi. La rete prevede: programmazione strutturata delle visite pre e post intervento, agende dedicate per le pazienti, maggiore coordinamento tra strutture. La gestione mirata delle liste d’attesa mira a garantire continuità e rapidità nell’accesso alle cure, elemento decisivo soprattutto nei casi oncologici.
I centri individuati per la chirurgia del tumore dell’ovaio
Sono nove le strutture selezionate come Centri regionali per la chirurgia del tumore dell’ovaio:
- Istituto Europeo di Oncologia
- Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
- IRCCS Ospedale San Raffaele
- Ospedale Filippo Del Ponte
- Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori
- Casa di Cura San Pio X
- Spedali Civili di Brescia
- Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo
- Ospedale Papa Giovanni XXIII
Dal 1° aprile, le strutture accreditate non incluse nell’elenco non potranno effettuare interventi di resezione del tumore ovarico a carico del Servizio sanitario nazionale. La Direzione Generale Welfare valuterà eventuali nuove candidature in base ai requisiti e all’evoluzione epidemiologica. È previsto inoltre un controllo annuale, in collaborazione con le ATS, per verificare il mantenimento degli standard qualitativi e quantitativi richiesti.
Bertolaso: “Cure più sicure e risultati migliori”
Secondo l’assessore Bertolaso, la concentrazione degli interventi in centri selezionati rappresenta un passo decisivo verso una sanità sempre più moderna e centrata sui bisogni delle pazienti. La strategia punta su competenza, volumi adeguati e organizzazione efficiente, con la convinzione che qualità e tempestività siano elementi inseparabili nella lotta contro i tumori ginecologici.