Regione Lombardia lancia “Comma 2” e stanzia 375mila euro per il reinserimento dei minori detenuti al carcere Beccaria
Il nome della misura è un rimando diretto alla Costituzione. “Comma 2” richiama infatti il secondo comma dell’articolo 3, quello che assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che comprimono libertà e uguaglianza dei cittadini. Su questo presupposto Regione Lombardia ha approvato i criteri dell’Avviso pubblico di una misura sperimentale rivolta ai minorenni […]
Il nome della misura è un rimando diretto alla Costituzione. “Comma 2” richiama infatti il secondo comma dell’articolo 3, quello che assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che comprimono libertà e uguaglianza dei cittadini. Su questo presupposto Regione Lombardia ha approvato i criteri dell’Avviso pubblico di una misura sperimentale rivolta ai minorenni sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, con particolare riferimento a chi si trova in esecuzione penale interna presso l’Istituto penale per i minorenni Cesare Beccaria di Milano e a chi sta per uscire dai luoghi di detenzione.
La delibera, licenziata dalla Giunta su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini, mette sul piatto 375.000 euro. Il progetto sperimentale finanziato dovrà agire su tre direttrici: inclusione sociale, percorsi educativi e reinserimento nel tessuto territoriale.
Un modello di presa in carico integrato
L’impianto della misura poggia sulla costruzione di un sistema condiviso, capace di far dialogare istituzioni, servizi sociosanitari, mondo della scuola, enti del Terzo settore e realtà locali. Le linee di azione previste includono l’empowerment educativo, la continuità dei percorsi tra il dentro e il fuori dell’istituto, il recupero dei legami familiari, la responsabilizzazione dei ragazzi e il coinvolgimento della comunità di riferimento.
Lucchini: “La pena deve essere anche un’occasione educativa”
“L’obiettivo di Regione Lombardia”, dichiara l’assessore Lucchini, “è offrire ai ragazzi che stanno vivendo un percorso penale l’opportunità concreta di ricostruire il proprio futuro. La pena, soprattutto quando riguarda i minorenni, deve rappresentare anche un’occasione educativa e di crescita, attraverso percorsi capaci di valorizzare le potenzialità di ciascuno e di rafforzarne il senso di responsabilità”.
Il nodo del passaggio tra detenzione e comunità
Il punto più delicato, secondo l’assessore, resta la fase di transizione. “Con questa misura vogliamo consolidare una rete stabile tra istituzioni, servizi territoriali, scuola e Terzo settore, affinché nessun giovane venga lasciato solo nel delicato passaggio tra il periodo di detenzione e il rientro nella comunità. Solo una presa in carico multidisciplinare e continuativa può prevenire il rischio di isolamento, devianza e recidiva”, afferma Lucchini, che lega il recupero dei minori al tema più ampio della sicurezza collettiva: “La sicurezza delle comunità passa anche dalla capacità di accompagnare questi ragazzi verso percorsi di inclusione sociale, formazione e cittadinanza attiva. Investire sul loro recupero significa costruire una società più coesa, responsabile e sicura, nella quale ogni giovane possa avere una reale possibilità di cambiare il proprio percorso di vita”.
Come funziona l’Avviso: una sola rete, almeno cinque partner
Il bando finanzierà un’unica rete di partenariato, che dovrà essere composta da un minimo di cinque soggetti. A questa cordata spetterà lo sviluppo di un progetto integrato in grado di mobilitare tutti gli attori competenti e di garantire continuità agli interventi fino al completamento del reinserimento sociale. Il contributo regionale potrà arrivare a coprire fino all’80 per cento del costo complessivo. Il progetto dovrà contemplare tutte le linee di intervento indicate nell’Avviso e concludersi entro il 31 dicembre 2028.