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Categoria: ISTITUZIONI

Regione Lombardia, via la bando per l’edilizia sostenibile: fino a 250mila euro a fondo perduto per le imprese della filiera

Regione Lombardia ha aperto il bando “Edilizia Sostenibile”. Sportello aperto fino al 30 settembre 2026

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Regione Lombardia ha attivato il bando “Edilizia Sostenibile”, una misura di sostegno finanziario rivolta alle imprese lombarde della filiera edilizia che intendono investire nella transizione verso un modello produttivo più efficiente dal punto di vista delle risorse. La misura punta a ridurre gli sprechi, allungare la vita utile dei materiali da costruzione e favorirne la rigenerazione, contribuendo alla costruzione di un sistema edilizio strutturalmente più sostenibile.

Lo sportello è aperto dalle ore 12:00 del 5 maggio 2026 e resterà attivo fino alle ore 16:00 del 30 settembre 2026. Le domande vengono valutate tramite procedura a graduatoria, ai sensi dell’articolo 13, comma 2, lettera B del D.lgs. 27 novembre 2025, n. 184.

Chi può accedere al contributo

La platea dei beneficiari è circoscritta alle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) con sede operativa in Lombardia, sia in forma singola sia in aggregazione. Possono partecipare le imprese il cui codice ATECO primario e/o secondario rientri nel macrosettore Edilizia e nei settori complementari: costruzioni ecosostenibili — incluse opere strutturali, finitura e impiantistica — restauro ecologico, tecnologie e energie rinnovabili.

Le percentuali di contributo e i massimali

L’agevolazione si articola in due regimi distinti. Per le imprese che operano in regime de minimis, il contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese ammissibili per le imprese singole, con un massimo erogabile di 200mila euro, e al 60% per le imprese che presentano domanda in forma aggregata, con un tetto di 250mila euro.

Per le imprese che rientrano nel regime GBER (General Block Exemption Regulation), le percentuali scendono rispettivamente al 20% per le piccole imprese e al 10% per le medie imprese. In tutti i casi, la spesa minima presentabile per accedere al bando è fissata a 35mila euro.

Cosa si può finanziare: dalla de-produzione alla carbon footprint

Le spese ammissibili coprono un ventaglio ampio di interventi, tutti orientati all’economia circolare e all’innovazione di processo. Rientrano nel perimetro finanziabile: i macchinari per la de-produzione e il riconfezionamento, vale a dire sistemi per il recupero di materiali da scarti industriali e da prodotti giunti a fine vita, attraverso operazioni di disassemblaggio, separazione, frantumazione e recupero chimico; componenti e soluzioni per l’uso efficiente delle risorse energetiche e idriche e per la riduzione delle emissioni; filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e polveri; attrezzature tecnologiche per l’ammodernamento sostenibile degli impianti; tecnologie software e hardware funzionali al progetto; materiali, forniture e prototipi strumentali alla realizzazione; spese per la tutela della proprietà industriale; acquisizione di certificazioni ambientali di processo o di prodotto, tra cui ISO 14001, EMAS, Ecolabel ed EPD.

Sono ammissibili anche le spese di consulenza specialistica – comprese diagnosi energetiche, analisi del ciclo di vita (LCA), calcolo della carbon footprint e water footprint, marketing e comunicazione – fino a un massimo del 25% delle spese totali ammesse a contributo. A queste si aggiunge una quota forfettaria del 7% per le spese generali, calcolata sulla somma di tutte le voci precedenti.

Perché questo bando è rilevante per la filiera

Il settore delle costruzioni è tra i comparti a più elevato consumo di risorse e produzione di rifiuti a livello europeo. Una misura che incentiva concretamente l’aggiornamento tecnologico degli impianti, il recupero dei materiali e la certificazione ambientale dei processi rappresenta un segnale di discontinuità rispetto alla logica tradizionale del settore. Per le MPMI lombarde, spesso prive delle risorse per sostenere da sole il costo della transizione, l’accesso a contributi a fondo perduto di questa entità può costituire una leva concreta per avviare investimenti altrimenti difficilmente sostenibili.

Le imprese interessate possono presentare domanda attraverso lo sportello telematico di Regione Lombardia entro il 30 settembre 2026.

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