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Riccardo Muti e l’Orchestra Cherubini suonano gli “strumenti del mare” nel carcere di Milano-Opera

Sabato 10 gennaio Muti dirige la sua Orchestra giovanile nel carcere di Milano-Opera con strumenti costruiti dai detenuti da legni di barche di migranti.

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Dopo i concerti a Lampedusa e Ravenna nel 2024, Riccardo Muti e la sua Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” tornano a esibirsi con gli “strumenti del mare” sabato 10 gennaio nel carcere di Milano-Opera. Questi strumenti, realizzati dai detenuti nei laboratori di liuteria con i legni delle barche dei migranti, rappresentano un potente simbolo di speranza e rinascita. L’iniziativa è resa possibile grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo e Confcommercio, e al progetto Metamorfosi della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti.

Un programma tra Vivaldi e Verdi

Il concerto si apre con il Concerto in la maggiore per archi e cembalo di Antonio Vivaldi e prosegue con alcune delle pagine più intense di Giuseppe Verdi: dalla Sinfonia del Nabucco all’Ave Maria dall’Otello, interpretata dal soprano Rosa Feola. Il momento più corale arriva con il celebre “Va’ pensiero”, eseguito insieme al coro de La Nave di San Vittore, formato da persone detenute e volontari, affiancati per l’occasione da artisti lirici del gruppo Ex Scaligeri di buona volontà.

Gli “strumenti del mare”: da legni di dolore a simboli di speranza

A rendere unico l’evento sono gli strumenti del mare, realizzati con il legno dei barconi dei migranti. Violini, viole e violoncelli che portano con sé storie di fuga e sofferenza, trasformate in suono e rinascita. “Sono legni di morte diventati messaggeri di speranza”, ha sottolineato Riccardo Muti, evidenziando il valore morale, spirituale e sociale racchiuso in questo progetto.

Il Maestro Muti sottolinea l’impatto umano di questi concerti: “Anche in chi ha percorso strade sbagliate, ho colto la disponibilità ad aprirsi alla bellezza. Gli strumenti del mare mi hanno emozionato da subito. Il concerto racchiuderà un messaggio morale, spirituale e sociale altissimo”. L’evento conferma l’impegno di Muti per portare la musica nei contesti più difficili, considerandola un’esperienza umana profonda e straordinaria.

Metamorfosi: arte, lavoro e dignità

Il concerto si inserisce nel progetto Metamorfosi della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, che unisce arte e inclusione sociale. Gli strumenti del mare non solo danno voce ai migranti, ma offrono anche opportunità di formazione, lavoro e reinserimento alle persone detenute, in linea con l’articolo 27 della Costituzione italiana, che affida alla pena una funzione rieducativa.

Cultura e riabilitazione: un ponte tra carcere e società

Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, evidenzia come il concerto dia voce ai migranti e ai detenuti, promuovendo una cultura che contrasta lo scarto e l’indifferenza. Rosalia Marino, direttrice del carcere di Opera, aggiunge: “Questo evento dimostra come la cultura possa migliorare la vita in carcere, educare e riabilitare senza perdere di vista l’identità delle persone. La partecipazione entusiasta di detenuti e personale dimostra il potere trasformativo della bellezza”.

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