Riciclo organico: Lombardia tra le migliori regioni per efficienza degli impianti
Uno studio conferma l’eccellenza lombarda nella gestione dei rifiuti organici Milano – La Lombardia si conferma tra le regioni più virtuose nella gestione e nel riciclo dei rifiuti organici, riuscendo a mantenere il tasso di scarti sotto il 15%, ben al di sotto della media nazionale del 22%. È quanto emerge da uno studio condotto […]
Uno studio conferma l’eccellenza lombarda nella gestione dei rifiuti organici
Milano – La Lombardia si conferma tra le regioni più virtuose nella gestione e nel riciclo dei rifiuti organici, riuscendo a mantenere il tasso di scarti sotto il 15%, ben al di sotto della media nazionale del 22%. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con Biorepack, il consorzio nazionale per il riciclo delle bioplastiche compostabili. L’analisi ha preso in esame le prestazioni di 112 impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), che complessivamente gestiscono il 96% dei rifiuti organici in Italia, pari a 4,8 milioni di tonnellate.
Grazie a un sistema impiantistico efficiente e a una raccolta differenziata ottimale, la Lombardia si posiziona tra le prime tre regioni italiane per qualità del trattamento organico, insieme a Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Impianti lombardi tra i più efficienti: minimizzati gli scarti
La rete di impianti di digestione anaerobica e compostaggio presenti in Lombardia, composta da 16 siti di trattamento, ha dimostrato una grande capacità di ridurre al minimo la produzione di scarti. La combinazione tra una raccolta dell’umido ben strutturata e criteri di trattamento avanzati ha permesso alla regione di ottenere un compost di alta qualità e ridurre al massimo i rifiuti non compostabili.
A livello nazionale, il problema degli scarti elevati negli impianti di trattamento organico è principalmente dovuto alla presenza di materiali non compostabili nei rifiuti organici, che raggiungono una quota media del 7,1%. Questo fenomeno incide negativamente sia sull’ambiente che sui costi di gestione, riducendo la sostenibilità economica degli impianti.
Impatto economico: efficienza e sostenibilità ambientale
Secondo lo studio, un impianto di riciclo organico con una produzione di scarti superiore al 15% rischia di non essere economicamente sostenibile. I costi di smaltimento degli scarti, infatti, sono mediamente il doppio rispetto a quelli della gestione del rifiuto organico. Mantenere un basso livello di scarti consente quindi di ottimizzare le risorse economiche e ridurre gli impatti ambientali, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi europei in materia di riciclo e riduzione dei rifiuti in discarica.
Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia al vertice del riciclo organico
Dallo studio emergono significative differenze tra le regioni italiane nella gestione della FORSU:
- Friuli Venezia Giulia è l’unica regione che mantiene gli scarti al di sotto del 10%.
- Veneto e Lombardia registrano valori simili, con scarti inferiori al 15%.
- Puglia, Liguria e Piemonte riescono a rimanere sotto il 20%.
- In altre 12 regioni italiane, il tasso di scarti supera il 20%, evidenziando margini di miglioramento.
“Queste analisi – spiega il professor Francesco Lombardi, coordinatore dello studio – devono servire da stimolo per individuare le migliori strategie di efficientamento della raccolta e del trattamento dei rifiuti organici, al fine di migliorare le performance nazionali e centrare gli obiettivi UE di economia circolare.”
Il ruolo delle bioplastiche compostabili nel processo di riciclo
Lo studio ha anche analizzato il comportamento delle bioplastiche compostabili, utilizzate sempre più frequentemente per la raccolta dell’umido (sacchetti, bioshopper, stoviglie monouso). I risultati confermano che, negli impianti con elevata efficienza di riciclo, questi materiali si degradano correttamente, senza creare criticità nel processo di trattamento.
Le bioplastiche compostabili, infatti, aumentano la quantità di materiale avviabile al riciclo e contribuiscono a ridurre gli scarti di processo, supportando un modello di economia circolare più sostenibile.
Verso un sistema nazionale più efficiente e sostenibile
Secondo Carmine Pagnozzi, direttore generale di Biorepack, l’Italia ha il potenziale per diventare un modello europeo nel riciclo dei rifiuti organici. “Per raggiungere gli obiettivi ambientali stabiliti dall’Unione Europea – spiega Pagnozzi – è essenziale ottimizzare il sistema di raccolta e trattamento della FORSU, visto che i rifiuti organici rappresentano quasi il 40% dei rifiuti domestici. Solo così potremo ridurre la quantità di rifiuti destinati alle discariche, che non dovrà superare il 10% del totale, come previsto dalle normative europee”.
La Lombardia dimostra che con un sistema impiantistico efficiente e una raccolta differenziata ben organizzata è possibile ridurre al minimo gli scarti e massimizzare la produzione di compost di qualità. Un modello virtuoso che potrebbe essere replicato in altre regioni per rendere l’intero sistema italiano più sostenibile.